Scivolano in Borsa i colossi tecnologici cinesi. Le azioni di Alibaba hanno perso il 5%, mentre quelle di Baidu hanno ceduto il 2%, appesantite dalle indiscrezioni provenienti da Washington. Secondo quanto riportato da Reuters, l’amministrazione di Donald Trump starebbe valutando l’inserimento di diverse aziende cinesi – tra cui Alibaba – nella cosiddetta lista 1260H del Pentagono, cioè quell’elenco di aziende tecnologiche che aiutano il governo cinese. La notizia, riferita da due fonti vicine al dossier, potrebbe concretizzarsi già nei prossimi giorni.
L’elenco individua le società ritenute legate o vicine all’apparato militare cinese. L’inclusione non comporta automaticamente sanzioni, ma è un segnale politico e operativo per i fornitori del Dipartimento della Difesa e per le altre agenzie federali: un marchio di rischio che può complicare i rapporti commerciali e alimentare l’incertezza tra gli investitori.
Non è la prima volta che il gruppo di Hangzhou finisce sotto osservazione in Occidente. Nell’ottobre 2023 i servizi di intelligence belgi hanno monitorato l’hub logistico di Alibaba a Liegi, uno dei principali poli europei del gruppo, aperto nel 2018. Il sospetto – mai tradottosi in accuse formali – era che Pechino potesse sfruttare la presenza dell’azienda nel continente per rafforzare la propria influenza economica e, potenzialmente, accedere a dati sensibili raccolti attraverso la piattaforma. La società ha sempre respinto ogni addebito.
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In passato alcune aziende cinesi inserite nella lista 1260H hanno impugnato la decisione davanti ai tribunali statunitensi. La designazione resta formalmente distinta da altre misure restrittive americane, ma si inserisce in un quadro di crescente competizione tecnologica e strategica tra Washington e Pechino, dove anche i mercati finanziari diventano terreno di scontro.
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