Il 60% dei viaggiatori italiani considera fondamentali le opzioni di pagamento flessibili quando prenota una vacanza. Il 60% dichiara di utilizzarle abitualmente e l’8% afferma di farvi ricorso sempre, quando disponibili. Non solo: il 31% sostiene di aver perso l’alloggio preferito per il tempo necessario a coordinare il pagamento con i compagni di viaggio.
Sono numeri che fotografano un cambio strutturale nei comportamenti di consumo e che spiegano la nuova mossa di Airbnb nel nostro Paese: per gli ospiti italiani debutta la modalità “Prenota subito, paga dopo”, un’opzione che consente di bloccare un alloggio idoneo senza effettuare alcuna transazione al momento della prenotazione.
Incentivo alla domanda
Dal punto di vista economico, l’operazione è tutt’altro che marginale. In un contesto di pressione sui redditi disponibili e di maggiore attenzione ai flussi di cassa familiari, la possibilità di rinviare l’esborso rappresenta un incentivo diretto alla domanda.
L’esperienza statunitense offre un primo riscontro empirico: negli Stati Uniti, dove l’opzione è stata introdotta la scorsa estate, nel quarto trimestre 2025 si è registrata una crescita del numero di notti e soggiorni prenotati rispetto al terzo trimestre dello stesso anno. Un dato che segnala come la flessibilità finanziaria possa tradursi in volumi aggiuntivi e, di conseguenza, in maggiori ricavi per la piattaforma e per gli host.
La nuova modalità è disponibile per gli annunci idonei con termini di cancellazione Moderati o Flessibili, in tutto il mondo. Gli ospiti dovranno versare l’intero importo poco prima della fine del periodo di cancellazione gratuita. I termini stabiliti dagli host restano invariati: il pagamento è comunque dovuto prima della scadenza della cancellazione gratuita, lasciando così ai proprietari il tempo di intercettare una nuova prenotazione in caso di rinuncia.
L’impatto sugli host
La strategia risponde a una doppia logica economica. Da un lato, riduce le frizioni all’acquisto per gli ospiti, abbassando la barriera dell’esborso immediato; dall’altro, punta ad aumentare il tasso di conversione delle ricerche in prenotazioni effettive, con un potenziale effetto moltiplicatore sui ricavi degli host.
Secondo un sondaggio condotto da Airbnb insieme a Focaldata tra i viaggiatori italiani, la flessibilità nei pagamenti è ormai percepita come un elemento chiave nella scelta della soluzione di soggiorno. La perdita di opportunità, quel 31% che ha visto sfumare l’alloggio preferito, rappresenta una inefficienza di mercato che la nuova opzione mira a correggere.
L’introduzione della formula “Prenota subito, paga dopo” si inserisce inoltre in uno scenario di domanda in trasformazione. Le previsioni di viaggio per il 2026 indicano una crescente preferenza per vacanze in città internazionali, in una dinamica che sostituisce lo “stare davanti a uno schermo” con il “godersi l’aria aperta”.
A trainare i flussi saranno anche i grandi eventi globali, dal festival Coachella alla FIFA World Cup, che alimentano la propensione a pianificare con largo anticipo. In questo contesto, la possibilità di bloccare un alloggio senza pagamento immediato diventa uno strumento strategico per intercettare la domanda legata agli eventi.
Ecosistema di pagamenti
La nuova opzione completa un ventaglio di soluzioni già presenti sulla piattaforma: “Paga una parte ora e una parte dopo”, che prevede un acconto iniziale con saldo vicino al check-in, e il pagamento dilazionato tramite Klarna.
Si delinea così una strategia coerente con le logiche del “buy now, pay later” che hanno trasformato l’e-commerce e che ora si consolidano anche nel turismo. Per Airbnb si tratta di rafforzare la competitività in un mercato sempre più sensibile alla flessibilità finanziaria; per gli host, di ampliare la platea potenziale di ospiti; per i viaggiatori, di ottimizzare la gestione del proprio budget.
© Riproduzione riservata