Amundi, il maggiore gestore patrimoniale d’Europa, ha portato uno dei suoi fondi monetari sulla blockchain: il fondo Amundi funds cash eur, che gestisce 5 miliardi di euro, è ora disponibile anche in versione tokenizzata su Ethereum, accanto ai tradizionali canali di distribuzione. La scelta della rete è pensata per offrire agli investitori un accesso alternativo, senza alterare la natura prudente e altamente liquida dei fondi monetari, il cui valore non è influenzato dalle dinamiche della blockchain.
L’infrastruttura tecnologica dell’operazione è affidata a Caceis, uno dei principali hub europei per i servizi legati agli asset digitali. Il gruppo curerà la tokenizzazione delle quote, la creazione dei wallet per gli investitori e la gestione continua di sottoscrizioni e riscatti. L’obiettivo è arrivare a un servizio operativo 24 ore su 24, con operazioni eseguibili tramite stablecoin e, in futuro, anche con valute digitali emesse dalle banche centrali.
Il boom dei fondi monetari tokenizzati nel 2025
La mossa di Amundi si inserisce in un trend più ampio: il valore complessivo dei fondi monetari tokenizzati ha raggiunto quota 9 miliardi di dollari, abbastanza da attirare l’attenzione della Banca dei Regolamenti Internazionali. Si tratta di strumenti rivolti soprattutto a investitori selezionati e spesso utilizzati come garanzia per l’emissione di stablecoin, più che come asset destinati allo scambio sui protocolli DeFi. Nonostante il mercato resti minuscolo rispetto ai tradizionali fondi monetari, che superano i 7 mila miliardi di dollari, anche un modesto spostamento verso le blockchain sta già sollevando interrogativi da parte delle autorità di vigilanza.
Ethereum domina la tokenizzazione degli asset reali
Nel comparto dei beni esistenti nel mondo fisico o finanziario tradizionale che vengono digitalizzati sulla blockchain, Ethereum continua a essere la piattaforma di riferimento. Gli asset tokenizzati hanno superato i 36 miliardi di dollari, trainati soprattutto dal credito privato, mentre il valore concentrato su Ethereum – escluse le stablecoin – sfiora i 12 miliardi. La rete ha registrato nell’ultimo anno un’accelerazione significativa, spinta in particolare dagli afflussi dei fondi monetari statunitensi.
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