Cosa attendersi nell’anno nuovo sul mercato azionario? Secondo l’analisi di Rocco Bove, head of Fixed Income di Kairos Partners Sgr, per il primo trimestre 2026 sul mondo obbligazionario è legittimo attendersi il proseguimento laterale dello scenario che ha contraddistinto questi ultimi mesi del 2025; dal punto di vista macroeconomico i numeri segnalano una sostanziale tenuta del ciclo economico, senza che però questo abbia riacceso particolari pressioni sul lato dell’inflazione. Di conseguenza è ipotizzabile, pur con importanti differenze fra area geografica e area geografica, un rallentamento del processo di allentamento che ha visto protagoniste le principali Banche centrali globali, sullo sfondo di un quadro di benevola stabilità del contesto economico.
È verosimile che l’azione strategica sui tassi di politica monetaria possa lasciare il campo, a un certo punto, a operazioni più tattiche di gestione delle scadenze e a operazioni sul mercato aperto, per dosare in maniera più puntuale eventuali esigenze di liquidità del sistema.
Ciclo economico stabile e fondamentali solidi sono gli elementi che continuano a dare supporto a tutto il segmento del credito, dove gli spread, seppur a livelli assoluti piuttosto compressi, offrono comunque un pick up di rendimento e un tasso complessivo interessante, soprattutto se letto alla luce della solidità dei fondamentali di bilancio.
Sotto questo punto di vista, interesse anche sui segmenti degli ibridi corporate e degli High Yield, anche se alla luce delle valutazioni raggiunte su quest’ultima area occorre un focus crescente sulla qualità, sempre privilegiando un’allocazione estremamente diversificata.
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La visione resta costruttiva anche su tutto il segmento dei bond del settore finanziario ma anche in questo caso, alla luce delle attuali valutazioni, occorre prestare particolare attenzione agli elementi specifici e caratterizzanti delle singole emissioni. Questo caveat vale soprattutto nel segmento dei subordinati, dove la data di call e i livelli di reset saranno gli elementi distintivi che guide- ranno le performance relative all’interno del comparto.
Nell’attuale contesto, appare interessante anche l’area dei bond dei Paesi emergenti sia in divisa forte sia in valuta locale: segmenti che, soprattutto nel secondo caso, portano con sé una volatilità intrinseca piuttosto elevata ma che possono beneficiare anche di un posizionamento non eccessivamente affollato nel contesto delle allocazioni globali.
Pur in uno scenario che appare ancora favorevole per il mondo bond, entrando nel 2026 è necessario ipotizzare volatilità e dispersione di rendimenti crescenti all’interno di diverse geografie, scadenze e settori.
Mai come oggi, all’interno dell’asset class obbligazionaria, appare opportuno un approccio dinamico e flessibile, che a nostro avviso costituisce l’unico modo per affrontare i rapidi mutamenti a cui stiamo assistendo a livello globale.
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