Una volta a settimana le raffinerie indiane saranno tenute a comunicare ufficialmente al governo gli acquisti di petrolio russo e statunitense. Si tratta della nuova misura imposta dall’esecutivo di Narendra Modi che – riferisce Reuters – prevede di ridurre sotto a 1 milione di barili le importazioni di greggio dalla Russia. Da mesi India e Usa sono i rotta di collisione a causa degli ingenti acquisti di greggio russo da parte di Nuova Delhi. Dallo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, l’India è stata uno dei principali acquirenti di petrolio russo, fatto che è costato a Narendra Modi l’accusa di finanziare lo sforzo bellico di Mosca con i suoi acquisti. Per questo motivo gli Stati Uniti hanno imposto un dazio sull’export di prodotti indiani al 50% a scopo punitivo. Attualmente tra i due Paesi è in corso una trattativa per una potenziale pace commerciale.
Il governo indiano ora chiede alle raffinerie di fornire informazioni settimanali sulle loro importazioni dalla Russia e dagli Stati Uniti, su pretesa diretta del primo ministro Modi. L’obiettivo sarebbe quello di farsi trovare pronti e informati quando gli Usa chiederanno informazioni verificate sullo stato delle importazioni del greggio. L’India è tra i pochi Stati che non è riuscita a trovare un accordo con Donald Trump per la riduzione dei tassi d’interesse. I negoziati si erano interrotti a fine luglio, dopo che l’India si era opposta all’apertura del proprio mercato ai prodotti agricoli statunitensi e aveva rifiutato di riconoscere il ruolo di Trump come mediatore durante un breve conflitto tra India e Pakistan. Ad agosto, Trump ha intanto raddoppiato i dazi sui prodotti indiani.
Nonostante ciò, i contatti tra Trump e Modi sono proseguiti e le trattative sono riprese, sebbene gli acquisti di petrolio russo da parte di Nuova Delhi rappresentino ancora un ostacolo significativo. A ottobre, Trump ha affermato che Modi si era impegnato a interrompere gli acquisti di petrolio russo, ma il governo indiano ha pubblicamente resistito alle pressioni statunitensi, sottolineando come le importazioni russe siano essenziali per la sicurezza energetica del Paese.
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