Sui mercati finanziari la linea che separa l’investimento dalla scommessa si fa ogni giorno più sottile. Se fino a poco tempo fa quando si parlava di trading la mente correva immediatamente ai listini di Borsa, ai rendimenti dei titoli di Stato, ai cambi valutari o all’oro, dal Covid in avanti nelle piattaforme d’investimento sono spuntate come funghi alternative sempre più speculative, dalle meme stock all’ampio e controverso universo delle criptovalute. L’ultimo fenomeno che sta proliferando, soprattutto tra i giovani, è quello dei prediction markets, dove la logica del trading incontra la psicologia del betting; sono dei mercati in cui non si compra un’azione o una valuta, ma una probabilità: permettono infatti di scommettere su quasi tutto comprando o vendendo contratti legati all’esito di eventi reali quali elezioni, dati macro e soprattutto sport. A fare da apripista sono state piattaforme come la startup Kalshi che consente di scambiare contratti su eventi sportivi e non solo permettendo ai giocatori di creare “parlays“ personalizzati, ossia combinazioni di più eventi in un’unica scommessa, nella speranza di trasformare pochi dollari in centinaia o addirittura migliaia. Gli scambi sui prediction markets sono lievitati da meno di 100 milioni di volumi mensili a inizio 2024 a oltre 13 miliardi a fine 2025.
In occasione delle elezioni presidenziali 2024 Polymarket ha gestito oltre 3,3 miliardi di dollari di volume sull’evento. Un momento spartiacque è stato senza dubbio a settembre 2024, quando Kalshi ha vinto la disputa legale con i contratti sull’esito di eventi politici che non sono stati considerati gioco d’azzardo ai sensi della legge federale statunitense.
Proprio la questione regolamentare è dirimente per determinare l’entità della diffusione dei mercati predittivi: Stati come Connecticut, New York e Nevada classificano i contratti legati a eventi sportivi come scommesse sportive e vogliono vietarli, mentre le piattaforme fanno muro sulla base del fatto che loro operano sotto la supervisione federale della Commodity Futures Trading Commission e ad oggi i mercati predittivi hanno disco verde in tutti e 50 gli Stati (mentre le scommesse sportive solo in 39 Stati).
A fare da volano alla crescita è la prepotente discesa in campo di piattaforme d’investimento come Robinhood e Coinbase – i cui utenti, perlopiù giovani, risultano ben nove volte più propensi a scommettere rispetto alla media – che scommettono sul fatto che in futuro i mercati predittivi possano diventare una vera asset class in grado di attirare un numero crescente di capitali. I prediction markets sono stati definiti dagli analisti di Bernstein come un nuovo «pozzo di commissioni» che le piattaforme di trading vogliono catturare, affiancandosi a azioni, opzioni e crypto, sfruttando economie di scala e cross sell sulla base clienti già attiva. Coinbase ha da poco acquisito The Clearing Company, un exchange specializzato in contratti previsionali su crypto, politica, sport e cultura, ambendo a diventare l'”Everything Exchange”, ossia una piattaforma che offre una vasta gamma di opzioni di trading su tutto l’investibile. Secondo Goldman Sachs proprio Coinbase, insieme a Robinhood e Interactive Brokers, sono le piattaforme più interessanti per la loro presenza in nuove aree di crescita come tokenizzazione e prediction markets.
La crescita dei prediction market appare ancora agli albori. Un rapporto di Eilers & Krejcik, società di ricerca specializzata nei settori dello sport e del gaming interattivo, stima che i mercati previsionali toccheranno un volume annuo di scambi di un trilione di dollari entro la fine di questo decennio. La fetta più ghiotta, circa il 44%, sarà rappresentata dai contratti su eventi sportivi come dimostrato dall’ultima mossa di Robinhood che ha fatto il suo ingresso l’ingresso sulle scommesse legate all’NFL, con combinazioni multiple e puntate in tempo reale sulle prestazioni dei giocatori, nell’intento di dare ulteriore fiato alla crescita esponenziale della sua divisione prediction markets (che nel terzo trimestre 2025 ha generato 100 milioni di dollari di ricavi con oltre 3 miliardi di contratti nel solo mese di novembre).
Vlad Tenev, ceo di Robinhood, ha velenosamente sottolineato che il kick off nell’NFL non lascerà indifferenti i bookmaker «che hanno sicuramente capito che questo potrebbe stravolgere completamente la loro attività». E in effetti le grandi società di scommesse sportive online sono subito andate al contrattacco: prima DraftKings e a stretto giro FanDuel – quest’ultima è leader gaming online in Nord America e fa capo al colosso Flutter Entertainment – lanciando contratti su eventi sportivi e non in diversi Stati statunitensi.
Non solo speculazione. I mercati predittivi hanno anche un’anima «protettiva» quanto vengono utilizzati dagli operatori istituzionali per copertura di vari rischi sistemici (politici, normativi) che gli strumenti tradizionali quali le azioni non riescono a cogliere; quindi diventano utili per gestire l’incertezza piuttosto che esprimere convinzioni.
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