Eleganza, comfort e velocità. Gusto contemporaneo e tradizione. L’adrenalina e l’esclusività corrono tra le onde, cullate da una velocità di crociera sempre sostenuta. Anche a fronte di perturbazioni dovute alla complessa situazione geopolitica internazionale. A spingere la nautica italiana in mare aperto è il connubio perfetto tra lusso e innovazione; un mix fortunatissimo che regge nel tempo e che ha portato il nostro Paese ad attestarsi come leader mondiale per export nel settore della cantieristica. In particolare, il segmento delle nuove costruzioni vale 5,4 miliardi di euro, con l’89% della produzione esportata. Le nostre imbarcazioni piacciono molto all’estero e a trainare gli affari sono i panfili di altissima fascia: secondo dati recenti elaborati da Boat International, i superyacht tricolori rappresentano, da soli, il 50% del mercato globale. Un’ottima notizia per i cantieri Made in Italy, che progettano veri e propri gioielli del mare pronti a brillare tra le onde.
Azimut-Benetti, della famiglia Vitelli, Sanlorenzo, Ferretti, The Italian Sea Group e Cantiere del Pardo sono solo alcuni dei campioni italiani del settore. Alla luce di un 2025 nel segno della ripresa (lo spauracchio della guerra dei dazi aveva infatti raffreddato l’entusiasmo dei mercati), questi big di casa nostra si affacciano ora al nuovo anno con particolare ottimismo e con il vento degli affari in poppa. La più recente stagione mediterranea dei saloni nautici, del resto, ha dato segnali molto incoraggianti. «Il periodo di incertezza dovuto ai timori di una guerra commerciale è finito. Ora si apre una nuova fase interessante e foriera di grandi opportunità. Il lusso aspirazionale continua a soffrire, ma quello vero no», aveva infatti spiegato a Moneta Alberto Galassi, ceo di Ferretti Group. Secondo le proiezioni degli analisti, il 2026 dovrebbe aprire un biennio positivo per il comparto, all’insegna del rilancio: in particolare, a fronte di una riduzione degli ordini mondiali da 1138 a 978 unità, la quota italiana di mercato relativa ai superyacht dovrebbe crescere di quasi 3 punti percentuali, salendo così al 53% del totale globale. Merito anche di alcune novità particolarmente allettanti sulle quali i grandi marchi tricolori della nautica hanno già alzato il sipario.
Ci riferiamo ad esempio al nuovissimo Sanlorenzo SX120, un gigante da 37 metri di lunghezza con il quale il cantiere capitanato da Massimo Perotti si propone di “rivoluzionare” il lusso sostenibile, coniugando esclusività, prestazioni e attenzione all’ambiente. Punto focale del progetto è una beach area di ben 70 metri quadrati (un vero e proprio palcoscenico galleggiante), dotata di terrazze apribili che creano una continuità naturale con il salone principale. Gli interni firmati da Piero Lissoni contribuiscono a impreziosire questa villa sul mare. Altrettanto lussuoso e performante è il nuovo Pardo 43, nato dal successo del suo predecessore ma aggiornato e potenziato grazie all’esperienza maturata dal cantiere presieduto da Gigi Servidati. «Volevamo creare qualcosa di davvero unico, un walkaround capace di coniugare performance, eleganza e comfort come mai prima», ha spiegato commentato quest’ultimo. Geometrie pulite e fascino discreto caratterizzano poi il nuovo VanDutch 75, con il quale Cantiere del Pardo dà il via a un nuovo capitolo per lo storico brand, rilanciandone il linguaggio estetico e progettuale in chiave contemporanea.
Nella parure di alta gioielleria del mare scintillano pure gli ultimi arrivati di Azimut Yachts: tre nuovi modelli Grande (30M, 36M e Trideck) e il nuovo Fly 82, ammiraglia della flotta flybridge del cantiere. Il lusso nautico nella sua forma più esclusiva ha infine le linee eleganti del Riva Cento (nella foto sotto), l’ultima creazione del cantiere di Sarnico, parte del Gruppo Ferretti: un open in edizione speciale (ne esistono solo dodici unità), pensato non solo come yacht, ma come un oggetto da collezione. Uno degli elementi più scenografici di questo diamante del mare è la zona di poppa. Un sistema elettroidraulico consente infatti l’apertura a ribalta del portellone, dotato di gradini in mogano integrati, sotto il quale trovano posto due chaise longue trasformabili in lettini prendisole. Nasce così una terrazza privata sull’acqua: un privilegio per pochi con una vista che non ha prezzo.
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