Non più infrastruttura per le connessioni, ma spazio interminabile per la serpeggiante crescita di una rete criminale agevolata da sistemi di pagamento opachi, che spaziano dalle cripto ai wallet digitali. Siamo davanti a un nuovo e indomito web, quello dei pagamenti digitali per utilizzare servizi illegali, come quelli che spogliano donne e minori online. Una nuova classe di cyber-reati che oggi si muove in un panorama saturo di frodi: memecoin lanciati e abbandonati nel giro di ore, Qr code trasformati in strumenti di phishing e falsi bot di trading.
Le piattaforme di nudificazione utilizzano un’architettura di pagamento sofisticata e complessa, basata su una stratificazione di intermediari e reindirizzamenti per evitare di essere scoperti dalle autorità. I pagamenti vengono reindirizzati attraverso siti intermediari per occultare la vera natura della transazione. Un negozio online di videogiochi – G2A – ha denunciato alle autorità che sulla piattaforma venivano venduti token clandestini per creare immagini di nudo artificiali, come riportato dal portale investigativo Bellingcat. Secondo uno studio pubblicato da Elliptic – società britannica di analisi blockchain – sui crimini legati all’intelligenza artificiale nell’ecosistema cripto, i siti e le app di nudificazione operano soprattutto su Telegram o attraverso siti web creati ad hoc e consentono agli utenti di caricare l’immagine di una persona per generare, in pochi secondi, versioni denudate con l’IA o materiale pornografico.
L’esempio perfetto di questo sistema è $Nudes, una criptovaluta lanciata su TON, la blockchain di Telegram, associata a Nudifier.AI, piattaforma che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per generare deepfake sessuali da foto grafie reali caricate dagli utenti. Secondo Bellingcat, i malintenzionati caricano un’immagine e lo strumento genera un contenuto esplicito che consuma dei crediti che possono essere acquistati pagando in varie modalità, incluse le cripto. Un altro di questi servizi è 2Checkout. Si tratta di un sistema di pagamento utilizzato per reindirizzare le transazioni da siti come AIGenerations.net.
Come funziona? Immaginiamo di voler comprare qualcosa di illegale online e di non poter usare direttamente una carta di credito perché le banche la potrebbero bloccarla. Ci connettiamo a Undress, o Clothoff per generare un video o una foto e il servizio richiede un pagamento per procedere. Al momento del pagamento verremo reindirizzati a un sito formalmente distinto, come AIGenerations.net, che si presenta come una piattaforma generica di servizi di intelligenza artificiale. Così il vero scopo del pagamento viene perfettamente occultato. Il pagamento è processato da un operatore esterno, come 2Checkout. In questo modo la transazione risulta diretta esclusivamente verso AIGenerations.net e la descrizione del servizio appare legittima. Un altro modo è con Shopify, che era utilizzato per creare siti web falsi che mascheravano il vero scopo della transazione. Oppure Undress, che invece utilizzava Patreon per raccogliere pagamenti mensili ricorrenti.
«Otto delle 20 piattaforme che abbiamo analizzato offrono l’opzione di pagamento tramite PayPal, mentre sette accettavano carte di credito. Due piattaforme offrono il pagamento tramite Patreon e tre con Apple Wallet. Abbiamo anche scoperto che Steamskins, Venmo, PhonePe, Alipay, CashApp, Google Wallet e Amazon Pay vengono accettati» scrive un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida e di Washington e della Georgetown University nello studio Analyzing the AI Nudification Application Ecosystem.
Le conseguenze sono tutt’altro che virtuali. Questi servizi vengono utilizzati per revenge porn, sextortion, molestie sistematiche e, nei casi più gravi, per la produzione di materiale pedopornografico. Il danno prescinde dalla veridicità delle immagini dal momento che la vittima può essere ricattata con foto completamente false, ma credibili. «Fra le applicazioni e i siti analizzati, 17 su 20 offrono agli utenti la possibilità di pagare tramite cripto. Di questi, quattro usano sistemi di istigare sempre di più gli utenti a spendere tramite monete virtuali. Lo fanno offrendo uno sconto del 10-20% sull’acquisto dell’abbonamento. Cinque delle 17 piattaforme offrono la criptovaluta come unico metodo di pagamento», scrivono gli esperti.
L’idea di fondo è sempre la stessa: la blockchain viene percepita come il nascondiglio perfetto per pagare al fine di consumare un servizio senza essere beccati. I ricavi – soprattutto per i bot Telegram di origine asiatica – arrivano fino a 200 mila dollari e quasi l’80% di questi fondi finisce su exchange centralizzati.
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