Il piano di Hyundai di impiegare robot umanoidi nella produzione delle sue auto a partire dal 2028 ha fatto infuriare i sindacati sudcoreani, che hanno messo in guardia dal rischio di “possibili shock occupazionali” legati alla robotizzazione del lavoro. Lo riporta Reuters, che ricorda che l’annuncio della casa automobilistica aveva inizialmente fatto impennare il titolo in Borsa, portandolo a livelli record.
I sindacati hanno ribadito che, senza un accordo sindacale, a nessun robot sarà consentito entrare in fabbrica. Intanto, Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, ieri dal palco del World Economic Forum di Davos ha rassicurato tutti dicendo che l’intelligenza artificiale diminuirà i flussi migratori negli Stati Uniti e “rafforzerà le libertà civili” e che dovremmo respingere l’idea per cui l’IA spazzerà via migliaia di posti di lavoro: secondo il ceo, solo i colletti bianchi e i lavoratori impiegati nelle discipline umanistiche avranno problemi. Tutti gli altri – specialmente i lavoratori manuali – non avranno problemi.
Atlas
Non sembra esattamente questa la realtà dei fatti. Hyundai infatti ha sviluppato il robot umanoide Atlas, progettato nella divisione Boston Dynamics, e lo ha recentemente presentato al Consumer Electronics Show di Las Vegas. L’azienda punta a costruire una fabbrica dedicata solo alla produzione di questi macchinari, con l’obiettivo di produrre fino a 30 mila unità entro il 2028. Nello stesso anno Hyundai prevede di impiegare Atlas nel suo stabilimento americano Metaplant, in Georgia, inizialmente per attività di parts sequencing (movimentazione e preparazione dei componenti). Entro il 2030 i robot dovrebbero poi essere impiegati anche nel montaggio dei componenti e in altre operazioni ripetitive, pesanti o complesse.
Atlas è un umanoide interamente elettrico, dotato di mani di dimensioni umane con capacità tattili, in grado di sollevare circa 50 chilogrammi e di operare in ambienti industriali caratterizzati da un ampio range di temperature. Hyundai sta dichiaratamente accelerando del settore della “physical AI” grazie anche ad accordi con Nvidia e Google, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, efficienza e capacità di apprendimento dei robot in fabbrica.
Un ulteriore motivo di critica, da parte dei difensori dei diritti dei lavoratori, riguarda la volontà più volte ribadita dall’azienda di spostare la produzione negli Stati Uniti, a scapito dell’occupazione nazionale. Lo scorso anno Hyundai Motor – che insieme alla controllata Kia Corp è il terzo produttore automobilistico mondiale per vendite – ha dichiarato che il suo impianto in Georgia raggiungerà una capacità produttiva annua di 500.000 veicoli entro il 2028, anche a causa dei dazi statunitense.
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