Oltre cento anni di storia per una realtà 100% italiana che ancora oggi delizia il palato. La famiglia Petti ha tagliato un traguardo che la colloca tra le eccellenze dell’imprenditoria tricolore: un secolo di riconosciuta attività nelle conserve di pomodoro. Dal 1925, quando il capostipite Antonio Petti fondò il primo stabilimento produttivo nell’agro sarnese, a oggi ne è passato di tempo: quattro generazioni e molteplici trasformazioni del mercato, che l’azienda ha attraversato consolidando la propria esperienza nel settore. E maturando un’identità sempre più marcata, basata su solidi pilastri: fedeltà alla tradizione, innovazione e qualità Made in Italy.
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«I nostri cento anni ci riempiono di orgoglio. Come imprenditori sentiamo innanzitutto una responsabilità sociale importante, perché diamo lavoro a oltre 600 famiglie, alimentando un indotto complessivo che conta oltre 10mila addetti tra i nostri due stabilimenti in Campania e in Toscana. Al contempo riteniamo che per affrontare un mercato sempre più competitivo e complesso serva lungimiranza nel prendere decisioni vincenti nel tempo», dichiara Pasquale Petti, direttore generale di Italian Food S.p.A, nonché rappresentate della quarta generazione della famiglia di imprenditori. Oggi l’attività del Gruppo Petti viene svolta in particolare attraverso due aziende, che operano in modo totalmente separato. La già citata Italian Food S.p.A, fondata nel 1973 con sede a Venturina Terme (Livorno), produce conserve da pomodoro fresco toscano e italiano a marchio Petti e per private label di alta qualità, mentre la Antonio Petti fu Pasquale S.p.A, con sede a Nocera Superiore (Salerno), trasforma il concentrato di pomodoro e passata in brik per marchi terzi destinati all’export. In comune, le due società hanno l’organizzazione apicale a controllo familiare: Pasquale Petti gestisce per l’appunto la Italian Food, mentre il padre Antonio Petti, insieme all’altra figlia Veronica, guida l’azienda di Nocera. Insieme, queste realtà generano un fatturato complessivo di circa 300 milioni di euro, rappresentando da oltre un secolo una delle eccellenze italiane nella produzione di conserve di pomodoro.

«Per raggiungere questi risultati servono oculatezza ma anche coraggio imprenditoriale. Nel 2012 ho deciso di lanciare una linea di conserve di pomodoro premium con il nostro brand di famiglia, in un mercato che sembrava polverizzato da tanti concorrenti; oggi la linea Petti è diventata uno dei leader di mercato», testimonia il top manager. E per celebrare il centenario di Petti, Italian Food S.p.A. ha anche lanciato una prima linea di conserve di pomodoro che rendesse omaggio alla tradizione conserviera tricolore: La Completa, passata e polpa fine, prodotte miscelando sei pomodori provenienti da altrettante regioni italiane vocate a questa coltura. Un successo, perché la passata è stata insignita Eletto prodotto dell’anno 2025 nella categoria conserve di pomodoro.
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L’apprezzamento dei consumatori, tuttavia, va costantemente rinnovato in un momento storico in cui il tema della competitività non è l’unico a dover essere gestito da un’azienda leader di settore. Al riguardo, Pasquale Petti racconta: «Negli ultimi anni le industrie conserviere hanno dovuto fare i conti con varie difficoltà, dai costi energetici raddoppiati a quelli della materia prima. Altri Paesi europei produttori di pomodoro, come ad esempio Spagna e Portogallo, riescono al contrario a essere sempre più competitivi, minando importanti quote del nostro mercato in Europa e nel mondo». Sul mercato nazionale – prosegue il manager – è altresì necessario «un confronto più costruttivo con la grande distribuzione organizzata per poter sostenere il prezzo crescente della materia prima e salvaguardare la filiera senza pesare sui consumatori».
La passata (di pomodoro), dunque, guarda già al futuro. Il Gruppo Petti intende infatti proseguire la propria storia di eccellenza con nuovi investimenti: «Il nostro stabilimento a Venturina Terme ha un ruolo strategico per il tessuto socio-economico toscano. Per il futuro riteniamo importante consolidare la filiera regionale con la costruzione di un secondo stabilimento, sempre in Toscana». Così Petti, forte di un secolo di storia, punta su filiera sostenibile, qualità e valorizzazione del pomodoro italiano, garantendo valore condiviso tra agricoltori, industria e consumatore finale.
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