La prima seduta della settimana è partita all’insegna della cautela a Piazza Affari, dopo il Forum di Davos e in attesa degli importanti appuntamenti dei prossimi giorni. A metà giornata l’indice milanese Ftse Mib segna un progresso dello 0,30% muovendosi appena sotto la soglia dei 45.000 punti. In ordine sparso i listini europei: a Francoforte il Dax scivola dello 0,20%, a Parigi il Cac40 cede lo 0,34%, a Londra l’indice Ftse 100 è piatto con un +0,07%. Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche e commerciali, mentre l’oro, bene rifugio per eccellenza, ha toccato nuovi record, superando per la prima volta la soglia dei 5 mila dollari.
I mercati sono reduci da un’ottava di forte volatilità, a causa degli sviluppi geopolitici legati al tema Groenlandia. Negli Stati Uniti l’indice S&P 500 ha chiuso in calo per la seconda ottava consecutiva, mentre il rinnovato interesse verso alcune big tech, in particolare Meta, ha favorito un rimbalzo del Nasdaq. In Europa i listini hanno registrato la prima chiusura negativa dopo tre settimane consecutive positive (Euro Stoxx -1,2%). Nei giorni è rimasto elevato l’interesse per il comparto della difesa, come dimostrato dal forte debutto ad Amsterdam per le azioni del produttore di munizioni e veicoli blindati CSG NV (+31%).
Chi si muove di più a Piazza Affari
In una giornata improntata alla prudenza, sul listino principale di Piazza Affari si mette in evidenza Tim con un rialzo di oltre 1 punto percentuale, in scia alle indiscrezioni sulle trattative con l’operatore di rete Open Fiber per ampliare l’intesa commerciale già esistente con l’attivazione di altre 200mila linee in fibra. Ma la maglia rosa la indossa Banco Bpm che avanza del 2,30%.
Sul fronte opposto, Fincantieri, che cede il 2,70% e Diasorin, in flessione dell’1,91%.
La settimana a Piazza Affari e sui mercati
Archiviato il World Economic Forum di Davos, l’attenzione degli investitori si rivolge ora alla riunione della Federal Reserve, in agenda mercoledì. Sebbene non siano attese mosse sui tassi di interesse, potrebbero emergere spunti dalla conferenza stampa del governatore Jerome Powell, anche alla luce delle tensioni con il presidente Usa Donald Trump. Tra l’altro, è attesa entro la fine della settimana la nomina del successore di Powell, con Rick Rieder (al 47% su Polymarket) che ha superato Warsh (al 29%).
Gli operatori guarderanno anche alle trimestrali dei big tech Usa. Nei prossimi giorni, infatti, saranno protagoniste quattro delle Magnidiche 7 di Wall Street: Microsoft, Meta, Tesla (mercoledì) e Apple (giovedì). Ma non solo. Perché il 32% della market cap dello S&P500 riporterà gli utili.
Da Piazza Affari a Wall Street
Anche Wall Street la cautela dovrebbe farla da padrona, con i future sugli indici statunitensi che si muovono misti intorno alla parità. Pesano gli ultimi sviluppi sui dazi, con la minaccia Usa di tariffe al 100% al Canada in caso di accordo commerciale con la Cina, e sull’Iran, con movimenti di navi americane nell’Oceano Indiano che potrebbero preludere ad un intervento. Intanto, inizia a preoccupare anche la governance interna degli Stati Uniti. “Emerge – sottolineano gli analisti di Mps Capital Markets – il rischio di un nuovo shutdown del governo Usa il 30 gennaio: dopo l’ennesima uccisione di un cittadino durante un’operazione anti-immigrazione, il leader Dem al Senato Schumer ha promesso di bloccare i piani di spesa se il programma Homeland Security non verrà depotenziato”.
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