L’Assemblea Speciale di TIM ha approvato la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in ordinarie con un consenso schiacciante: il 99,58% dei voti favorevoli su una partecipazione del 50,87% della classe. Solo lo 0,28% contrari e lo 0,13% astenuti.
Ai possessori che non hanno votato a favore spetta il diritto di recesso, con un valore di liquidazione fissato a 0,5117 euro per azione.
Due condizioni per l’efficacia
L’operazione non è automatica. Tim ha posto due vincoli: il primo è che l’esborso massimo per liquidare le azioni di risparmio in recesso – al netto di eventuali acquisti da soci o collocamenti a terzi ex art. 2437-quater c.c. – non dovrà superare i 100 milioni di euro; il secondo è che entro 90 giorni dall’iscrizione della delibera di riduzione di capitale nel registro imprese non devono arrivare opposizioni dai creditori (art. 2445, co. 3 c.c.). In caso contrario, serve l’autorizzazione del Tribunale entro 6 mesi (prorogabili di altri 3 dalla società).
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