Nuova stretta della Consob per stanare i siti di investimento abusivi. Stavolta sono 18 i portali oscurati, 1.555 le piattaforme bloccate da luglio 2019, quando all’Autorità sono stati attribuiti i poteri per intervenire direttamente sul web. Numeri che restituiscono il quadro e le dimensioni di un fenomeno sempre più in espansione, alimentato dalla tecnologia e da nuovi strumenti di investimento sempre più complicati e opachi. I nuovi provvedimenti riguardano cinque siti che offrivano abusivamente servizi e attività di investimento in strumenti finanziari e due piattaforme che pubblicizzavano servizi di trading non autorizzati. In uno di questi casi, la promozione faceva leva in modo indebito sull’immagine e sui riferimenti a personalità pubbliche di primo piano, come il senatore Carlo Calenda e l’imprenditore Piero Ferrari, nel tentativo di accreditare iniziative prive di qualsiasi legittimazione. Ben 11 dei siti bloccati prestavano servizi di cripto attività senza le necessarie autorizzazioni. Il settore cripto è infatti uno dei principali terreni di espansione per chi opera irregolarmente, facilitati da un quadro normativo ancora in fase di rodaggio.
L’intervento si fonda su un impianto normativo articolato. La Consob ha agito sfruttando i poteri conferiti dal Decreto Crescita per l’oscuramento dei siti degli intermediari finanziari abusivi, quelli introdotti dalla Legge Capitali per bloccare le campagne pubblicitarie relative a piattaforme di intermediazione non autorizzate, e infine le disposizioni previste dalla disciplina europea MiCAR, recepita in Italia con il d.lgs. 129/2024, che consente di intervenire contro i servizi in cripto-attività offerti senza licenza ai risparmiatori italiani. I provvedimenti sono già stati trasmessi ai fornitori di connettività che operano sul territorio nazionale. L’oscuramento effettivo dei siti potrà richiedere alcuni giorni per ragioni tecniche, ma l’Autorità assicura un monitoraggio costante. I dettagli delle decisioni sono consultabili sul sito della Consob.
Leggi anche:
© Riproduzione riservata