Solo quattro anni fa Technoprobe debuttava a fari spenti sul mercato Euronext Growth Milan, il segmento di seconda fascia di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese; oggi si è guadagnata un crescente spazio nei portafogli degli investitori e reclama, a suon di rialzi borsistici, un posto tra le grandi di Piazza Affari. Con un valore di mercato arrivato a toccare in queste ultime settimane i 10 miliardi di euro, Technoprobe si è arrampicata al 22° posto per capitalizzazione tra le società italiane, davanti a ben più blasonate blue chip milanesi come Pirelli, Bper, Campari e Saipem.
Negli ultimi 12 mesi il titolo del gruppo di Cernusco Lombardone ha macinato numeri da prima della classe: +160% in Borsa che lo candida a tutti gli effetti a fregiarsi della palma di realtà italiana che maggiormente sta cavalcando il boom dell’intelligenza artificiale. Il volano della domanda record per i prodotti di Technoprobe arriva infatti proprio dal business dell’IA con le sue probe card, schede sonda per testare i chip.
Tornando all’exploit in Borsa, che nel solo mese di gennaio è di circa +30%, la spinta maggiore arriva indubbiamente dal susseguirsi di segnali positivi dai maggiori clienti di Technoprobe. L’assist principale a tutti i fornitori di strumenti per la produzione di semiconduttori è arrivato da Tsmc, con il gigante taiwanese che ha diffuso a metà mese una guidance per l’anno in corso decisamente migliore delle previsioni di mercato con spese in conto capitale nel range 52-56 miliardi di dollari.
Tsmc è a tutti gli effetti il termometro della domanda globale di semiconduttori in quanto non è un produttore qualunque ma la fonderia dominante a livello mondiale e produce chip per Apple, Nvidia, AMD, Qualcomm e Broadcom. Pertanto, le previsioni molto positive di Tsmc, andate ben oltre le attese, significano che la domanda globale continua a rafforzarsi soprattutto sul fronte dei chip IA e che quindi i clienti del colosso asiatico finali stanno pianificando volumi elevati. Un’accelerazione degli ordini che è musica per le orecchie dei fornitori di strumenti per la produzione di semiconduttori. E tra questi spicca proprio Technoprobe che ha in Tsmc il suo principale cliente (conta per circa un terzo delle vendite). La guidance di Tsmc migliore delle attese sia a livello di ricavi (+30% anno su anno rispetto al +25% delle stime degli analisti) sia di capex, accompagnata da commenti positivi sul trend dell’IA e sulla domanda dei data center ha spinto gli analisti ad alzare le stime su Technoprobe. Banca Akros ha portato il prezzo obiettivo sul titolo a 16 euro aspettandosi prospettive migliori sia nel breve che nel medio termine, a cui si aggiunge un profilo rischio/rendimento bilanciato considerando anche il fatto che la società lombarda è in posizione di quasi monopolio con Nvidia. In aggiunta, la merchant bank milanese mette in evidenza come il titolo, nonostante il prepotente rally dell’ultimo anno, continui a trattare a sconto del 10% circa rispetto alla media dei competitor come Form, Advantest e Teradyne.
Potenziale assist anche dalle mosse di player quali Microsoft, che ha appena presentato il suo chip Maia 200 di seconda generazione, progettato insieme a Tsmc, volto a ridurre la dipendenza da Nvidia e migliorare l’efficienza dei servizi cloud e IA di Microsoft. La tendenza in atto di internalizzazione della progettazione di chip avviata dagli hyperscaler può avere indirettamente un effetto su Technoprobe n quanto va ad aumentare i volumi del suo principale cliente Tsmc.
L’intelligenza artificiale pesa per il 35-40% circa dei ricavi di Technoprobe e il suo contributo è atteso lievitare al 45-50% quest’anno. Tra i clienti, oltre a Tsmc, figurano colossi come Nvidia, Apple, Qualcomm, Samsung, Intel e AMD, che alimentano la domanda di test per GPU e acceleratori IA. La società, che opera con 21 sedi in Europa, Asia e Stati Uniti, mira a raddoppiare la sua capacità nei prossimi due anni. Technoprobe a novembre ha alzato l’asticella in termini di crescita attesa indicando il raggiungimento di ricavi per 850-900 milioni ed ebitda margin del 38-40% già nel 2027, ossia con un anno di anticipo rispetto agli obiettivi indicati nel piano varato meno di un anno fa. In pochi mesi lo scenario si è quindi ulteriormente rafforzato sull’onda della domanda record per data center.
Tra gli analisti c’è la convinzione che mantenendo gli attuali ritmi di crescita (nei primi 9 mesi 2025 i ricavi sono saliti del 20% e l’ebitda del 53%) la società potrebbe toccare vette ancora più alte. Equita stima un fatturato di circa +20% nella prima metà di quest’anno e +17% sull’intero anno. Guardando ancora più avanti, Deutsche Bank stima addirittura che entro il 2028 i ricavi della società che fa capo alla famiglia Crippa potrebbero lievitare a 1,3 miliardi, ben oltre le proiezioni della società. Guardando agli indicatori reddituali, Banca Akros stima un margine operativo lordo in crescita di circa il 10% in media nel biennio 2027-2028, attestandosi a 386,8 milioni nel 2027 con marginalità sopra il 40%.
Questa prepotente crescita potrebbe mettere Technoprobe nel radar delle big tech che stanno facendo molte incursioni per mettere le mani sui player del settore; attualmente il controllo dell’azienda è saldamente in mano alla famiglia Crippa tramite la holding T-Plus che detiene il 56,4% circa del capitale e oltre il 67% dei diritti di voto. Al timone c’è Stefano Felici, da 26 anni in azienda e da oltre 8 nel ruolo di amministratore delegato.
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