Non accenna a rallentare il trend di riduzione degli sportelli bancari in Italia. Nell’ultimo anno la rete fisica, come sottolinea l’ultimo rapporto dell’osservatorio First Cisl, si è ridotta ulteriormente con la chiusura di 516 sportelli, scendendo a 19.140 al 31 dicembre 2025, il 2,6% in meno rispetto a un anno prima e si moltiplicano le chiusure anche nei grandi centri urbani.
Le regioni più colpite dai tagli sono state Marche (-4,3%), Toscana (-3,5%), Calabria e Veneto (-3,2%). Tra quelle con la maggiore incidenza di comuni senza sportelli figurano ai primi posti Molise (83,8%), Calabria (74,5%), Valle d’Aosta (74,3%), Piemonte (65,8%), Abruzzo (61,3%), mentre valori sensibilmente più contenuti si registrano in Emilia Romagna (8,2%).
Boom di chiusure nelle grandi città
Nel corso del 2025 è ulteriormente aumentato il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari: sono 3.457, il 44% del totale, 75 in più rispetto all’anno precedente. Continua ad aumentare anche il numero delle persone che non hanno accesso ai servizi bancari o rischiano di perderlo: rispetto al 31 dicembre 2024 sono quasi 11,5 milioni. Di queste, circa 4,9 milioni (+ 5,3%) vivono in comuni totalmente desertificati; oltre 6,5 milioni (+ 4,6%) in comuni in via di desertificazione, quelli con un solo sportello. Risulta in crescita, inoltre, il numero delle imprese che hanno la propria sede in comuni desertificati: sono 16.800 in più rispetto alla fine del 2024.
La desertificazione bancaria non colpisce solo le aree interne. Al contrario, se si guarda all’evoluzione del fenomeno, si nota che dalla fine del 2021 al 31 dicembre 2025 la percentuale di chiusure nelle due più grandi città italiane, Roma (-14%) e Milano (-16,1%), è superiore alla media nazionale (-11,6%).
L’internet banking avanza, ma a rilento
Tra il 2024 e il 2025 in Italia l’utilizzo dell’internet banking è cresciuto di poco più di un punto percentuale (dal 55,01% al 56,37%). In alcune regioni si è verificata perfino una diminuzione: è il caso di Lazio (dal 60% al 59%), Umbria (dal 60% al 56%), Veneto (dal 66% al 61%). La distanza dalla media europea (69,7%) resta ampia, così come quella che si registra rispetto ad alcune delle maggiori economie continentali: Francia (78,3%), Spagna (74,8%), Germania (70,7%). Nella fascia d’età compresa tra 65 e 74 anni si registra una crescita del 2,7%, dato tuttavia inferiore alla media dei paesi Ue (+ 3,2%), dove peraltro ad utilizzare i canali digitali è il 47,9% della popolazione più anziana contro il 36,7% di quella italiana.
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