Giù per la Prospettiva Nevskij il confine tra difensori della legalità e criminali informatici non è mai stato così labile. Georgy Satyukov, un tempo l’uomo d’oro del ministero degli Interni russo, è diventato protagonista di un sinistro primato: la più grande tangente della storia russa, pagata non in rubli ma in criptovalute.
Satyukov era il capo del Dipartimento K, l‘élite russa incaricata di dare la caccia ai crimini finanziari digitali. Tra il 2019 e il 2021 ha diretto le indagini su frodi online, cybercrime e crimini legati alle criptovalute. Ma mentre dava la caccia ai pirati, Satyukov picconata dopo picconata metteva in piedi il suo tesoro cripto. La Tangente valeva la cifra astronomica di 2.119,5 Bitcoin e 10.000 Ether. Una quantità monstre che oscilla, a seconda della volatilità del mercato, oltre 66 milioni di dollari stando al cambio attuale. E ora I beni dell’uomo saranno sequestrati dallo Stato come stabilito da un tribunale distrettuale moscovita.
Dietro questa montagna di monete virtuali infatti si nasconde una ragnatela internazionale che collega Mosca ai bassifondi che nascondono i più oscuri segreti del selvaggio web. Il donatore della tangente era Alexey Ivanov, considerato l’architetto finanziario dietro due degli exchange più controversi della storia crypto: BTC-e e WEX, piattaforme note per essere le lavatrici preferite del cyber-crimine globale. Le indagini hanno portato al sequestro di beni per oltre 2,1-2,5 miliardi di rubli: appartamenti di lusso in Russia, immobili commerciali a San Pietroburgo, una villa negli Emirati Arabi Uniti, auto di alta gamma e orologi di grande valore. Parte del patrimonio risulterebbe intestata a familiari e prestanome .
Satyukov è stato arrestato in contumacia, dichiarato latitante e inserito nelle liste dei ricercati internazionali. La svolta nelle indagini è arrivata nel 2023: Ivanov, braccato dalle autorità russe e incriminato dagli USA per il leggendario hack di Mt. Gox – il furto di 647.000 Bitcoin che sconvolse il mondo nel 2014– , decide di parlare. Diventa il testimone chiave, trasformando il suo protettore Satyukov nel ricercato numero uno.
Secondo le indiscrezioni di Kommersant, Satyukov e il suo complice Sokolov si godono la vita negli Emirati Arabi Uniti. Senza un solido trattato di estradizione, la Russia può confiscare i mattoni a Mosca, ma le chiavi private dei wallet restano nelle mani dei fuggitivi. Un paradosso vero e proprio, in cui lo Stato ha vinto la causa, ma il tesoro scorre via cavo tra i grattacieli di Dubai.
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