Grande nervosismo sui mercati dopo la scelta di Kevin Warsh come prossimo presidente della Fed. A pagare maggiormente dazio sono i metalli preziosi, complice anche la risalita del dollaro Usa. L’oro è arrivato a cedere oltre il 9% scivolando sotto la soglia dei 5mila dollari l’oncia (al momento viaggia a 4.850 dollari). Molto peggio l’argento che cede il 25% in area 85 dollari, oltre 35 dollari sotto i massimi storici toccati nelle scorse sedute. Crolla del 16% il platino. In affanno anche il rame che cede il 4,5%.
Nonostante il crollo di oggi, l’oro è comunque salito di circa il 18% a gennaio, avvicinandosi al suo guadagno mensile più netto dal 1980.
La svendita dei metalli preziosi è stata innescata dal rimbalzo del dollaro dopo l’indiscrezione, poi confermata dall’annuncio da parte di Donald Trump, della scelta di Kevin Warsh per la presidenza della Federal Reserve.
Warsh è visto dai mercati come una figura più autorevole e potenzialmente meno influenzabile politicamente rispetto ad altri candidati. Anche se lo scorso anno Warsh ha sostenuto tassi più bassi in base alle aspettative di un boom della produttività che ridurrà l’inflazione, e ha chiesto un “cambio di regime” alla Fed.
Effetto Warsh, giù anche Wall Street
L’effetto Warsh si fa sentire anche sui mercati in generale con Wall Street che nell’ultima ora ha accelerato al ribasso sulla prospettiva di una Fed non troppo accomodante anche dopo il cambio della guardia tra Powell e Warsh.
Il Dow Jones viaggia sui minimi di giornata a -0,95%, mentre il Nasdaq cede lo 0,88%. In calo Apple (-1,3%) nonostante i numeri record diffusi ieri sera. Ritraccia anche Meta (-2,2%) dopo il balzo di ieri post-conti.
Analisti: “Così la Fed rimarrà ortodossa”
Tra gli esperti di mercato c’è in effetti la convinzione che Warsh segni una strada più cauta. “La scelta di Kevin Warsh rappresenta, rispetto ad altri nomi circolati, una sorpresa hawkish in termini di credibilità istituzionale, più che in senso strettamente restrittivo sui Fed Funds. Il mercato ha inizialmente reagito come a un ritorno verso una Fed più ortodossa: USD più forte, tassi in rialzo lungo la curva e repricing del rischio su asset pro-inflazione”, argomenta Carlo Bodo, CAIA – Responsabile Obbligazionario Direzione Investimenti di Ersel.
“Come ex governatore della Fed, Warsh porta esperienza e credibilità in un momento in cui l’indipendenza della Fed è sotto attacco”, commentano gli esperti di Unicredit.
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