Nuova vita per il sito Versalis di Priolo, in provincia di Siracusa, che diventerà una bioraffineria. A 70 anni esatti dalla sua nascita, si apre un capitolo completamente nuovo per l’area, parte del polo petrolchimico siciliano. Eni (in foto l’ad Claudio Descalzi) in coppia Q8 Italia cambierà così volto al sito, trasformandolo in un impianto che produrrà biocarburanti per il trasporto su strada, marino e aereo.
In dettaglio la bioraffineria di Priolo avrà una capacità di 500mila tonnellate all’anno e avrà un’ampia flessibilità operativa per la produzione di carburanti speciali: HVO-diesel o di Saf-biojet. Produzioni «in linea con gli obiettivi Ue per ridurre le emissioni di gas effetto serra di almeno il 65% rispetto al mix fossile di riferimento», spiega una nota del gruppo.
Le due società hanno dato il via libera per la fase operativa: la progettazione, è completata, sono state avviate le attività propedeutiche all’assegnazione dei contratti di approvvigionamento e costruzione, e sono in procinto di partire le attività di demolizione propedeutiche alla realizzazione delle nuove infrastrutture. La conclusione dell’iter autorizzativo, la definizione degli accordi di dettaglio e dei lavori di costruzione è prevista entro il 2028.
L’impianto sarà alimentato prevalentemente da residui e scarti di origine vegetale, grassi animali e oli vegetali. Verranno costruiti, oltre all’impianto Ecofining, un’unità per il pretrattamento delle biomasse e un impianto per la produzione di idrogeno.
La bioraffineria a Priolo sarà la seconda in Sicilia, dopo quella a Gela attiva dal 2019. «Una scelta industriale strategica di grande valore», ha detto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso secondo cui «la nuova bioraffineria rafforzerà occupazione, competitività e riconversione sostenibile di un sito industriale storico, trasformandolo in una risorsa per il futuro energetico e produttivo nazionale».
L’Italia sta puntando molto sui biocarburanti come componenti importanti per la diversificazione e la neutralità energetica e ne ha fatto una battaglia anche a livello europeo per classificarli come carburanti a emissioni zero, ed Eni con Enilive prevede entro 4 anni una capacità di 5 milioni di tonnellate.
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