Elon Musk torna all’attacco dell’Unione Europea arrivando a definire la democrazia del Vecchio continente come un sistema “corroso dalla burocrazia”. Il commento, affidato alla piattaforma X, si inserisce nel solco di una crescente tensione transatlantica legata alla regolamentazione dei contenuti online e alla libertà di espressione.
Le parole del proprietario di Tesla e SpaceX arrivano in risposta alla relazione provvisoria della Commissione Giustizia della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Il documento, dal titolo emblematico “La minaccia della censura straniera”, analizza come le normative europee stiano influenzando il dibattito pubblico americano. Secondo la commissione statunitense, l’Europa starebbe conducendo una campagna decennale per imporre standard restrittivi su Internet a livello globale. L’indagine mira a stabilire in che misura le leggi straniere costringano le aziende tech a censurare i cittadini americani.
La controversia ruota attorno al Digital Services Act, entrato pienamente in vigore nel 2023. Per il Congresso USA, il DSA non sarebbe solo un quadro normativo per la sicurezza digitale, ma uno strumento di pressione politica.
“La Commissione europea ha esercitato pressioni sulle piattaforme online affinché censurassero i contenuti prima di importanti appuntamenti elettorali,” si legge nel testo della relazione.
Il report cita casi specifici di presunte interferenze in nazioni come Slovacchia, Paesi Bassi, Francia e Romania, sostenendo che Bruxelles abbia agito per orientare o ripulire il flusso di informazioni digitale prima delle elezioni europee del giugno 2024.
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