Le Olimpiadi invernali, in calendario fino al 22 febbraio a Milano e Cortina d’Ampezzo, non rappresentano soltanto il più importante evento sportivo dell’anno, ma hanno avuto (e continueranno ad avere) un impatto significativo sull’economia, con ricadute positive sui territori direttamente interessati e, in qualche misura, anche sul resto del Paese. Il settore maggiormente coinvolto sarà ovviamente quello del turismo grazie al forte afflusso di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Immediatamente dopo, però, si colloca quello immobiliare. Secondo le prime stime, già nei 12 mesi precedenti l’evento i prezzi delle case nelle località sede delle gare hanno registrato forti rialzi. Il fenomeno, inizialmente circoscritto alle due località simbolo, ha in seguito avuto un effetto trascinamento per l’intero comparto, prima di tutto nelle altre località turistiche contigue e poi anche nelle restanti regioni del Nord Italia. Non solo. L’effetto Olimpiadi è arrivato anche a Piazza Affari, coinvolgendo i titoli legati all’immobiliare e alle costruzioni, che si sono mossi al rialzo, sia pure in misura non omogenea.
Abitare In
La società, con sede a Milano, è leader nello sviluppo residenziale e quotata a Piazza Affari nel segmento Star. Gli azionisti hanno approvato lo scorso 21 gennaio il bilancio chiuso al 30 settembre 2025 e la proposta di non distribuire dividendo ma di destinare integralmente a riserve l’utile d’esercizio, pari a 1,1 milioni di euro. Via libera anche al buyback per un massimo di 20 milioni. Il titolo veniva scambiato a metà settimana intorno ai 2,8 euro per azione, -37% rispetto a un anno fa. In attesa dell’incontro con gli analisti il 12 febbraio, l’unico report di inizio d’anno è del 5 gennaio, firmato da Intermonte: confermato il precedente giudizio outperform (farà meglio del mercato), con un target price ridotto a 5 euro dai precedenti 5,9 euro del luglio dello scorso anno.
Aedes
Azienda italiana, fondata a Genova nel 2018, attiva nel settore degli investimenti immobiliari. Il titolo, quotato alla Borsa di Milano nell’indice Ftse Italia Small Cap, valeva a metà settimana 0,096 euro, con una performance di poco meno del 6% rispetto a un anno fa. L’analisi di Teleborsa prevede un primo supporto di 0,0698 euro e un secondo di 0,0346 euro, mentre sul fronte rialzista la prima resistenza è collocata a 0,1226 euro e la seconda a 0,1754 euro.
Brioschi Sviluppo Immobiliare
La società (già Brioschi Finanziaria) è uno dei principali operatori immobiliari in Italia. La sua attività è rivolta allo sviluppo integrato di grandi aree urbane e alla compravendita di complessi immobiliari. Svolge anche operazioni finanziarie legate all’acquisizione e alla gestione di portafogli di crediti ipotecari. A metà settimana il titolo veniva scambiato a circa 0,064 euro per azione, il 27% in più rispetto a un anno fa. Non sono disponibili valutazioni recenti. L’analisi tecnica di Teleborsa, aggiornata al 3 febbraio scorso, indica un primo supporto a quota 0,063 euro e un secondo a 0,0627. La prima resistenza è fissata invece a 0,0643 euro e la seconda a 0,0653.
Gabetti
Il marchio è collegato all’attività immobiliare, settore nel quale la società è presente da oltre 70 anni. Direttamente e attraverso le sue controllate, il gruppo ha un giro d’affari di quasi 150 milioni di euro grazie a una rete di oltre 5 mila consulenti distribuiti in più di 700 agenzie in franchising. Il titolo, classificato tra le small cap, è quotato a Piazza Affari dal 1990 e a metà della settimana corrente veniva scambiato intorno a 0,64 euro per azione, con una performance di circa l’11% rispetto a un anno fa. Quanto ai giudizi degli analisti, l’ultimo report in ordine di tempo risale al 7 ottobre 2025, quando Envent aveva confermato la raccomandazione outperform (farà meglio del mercato), fissando un target price di 1,5 euro.
Igd
È una delle principali società italiane nel settore immobiliare retail. Oltre che sul mercato tricolore, focalizzato sui centri commerciali di medie-grandi dimensioni, dagli ipermercati ai supermercati, è presente anche su quello romeno. A metà della corrente settimana il titolo, quotato a Piazza Affari, valeva intorno ai 3,6 euro per azione, +24% circa rispetto a un anno fa. Il 26 febbraio è in calendario il cda chiamato ad approvare il bilancio 2025. Per il momento gli ultimi giudizi disponibili risalgono a fine 2025. Il 17 dicembre, per esempio, si erano pronunciati gli esperti di Banca Akros, che avevano confermato la raccomandazione accumulate e indicato un obiettivo di prezzo di 3,8 euro. In precedenza (26 novembre) Intesa Sanpaolo aveva ribadito il buy (comprare) accompagnato da un target price di 3,9 euro.
Next Re
Specializzata nello sviluppo e nella promozione di immobili residenziali e commerciali, la società a fine 2024 disponeva di un cospicuo portafoglio immobiliare, per una superficie totale affittabile di 24.800 metri quadri. Venerdì il cda ha approvato i risultati del pre-consuntivo 2025. Sul titolo, scambiato il 4 febbraio a poco meno di 3 euro per azione (in calo del 5,2% rispetto a un anno fa) non è attualmente disponibile alcuna valutazione da parte degli analisti.
Risanamento
Società immobiliare quotata alla Borsa di Milano nel listino delle Small Cap. L’azionista di maggioranza è Intesa Sanpaolo, al 48,9%. Secondo azionista, con l’11,1%, Unicredit. Il titolo mercoledì scorso valeva 0,02 euro, -36% rispetto a un anno fa. La società è nota per essere proprietaria del quartiere milanese di Santa Giulia, mentre all’estero tra gli investimenti recenti spicca il palazzo in 660 Madison Avenue, a Manhattan. Nessuna valutazione da parte di analisti e banche d’affari è attualmente disponibile, mentre l’analisi tecnica di Teleborsa, riferita al pomeriggio di mercoledì 4 febbraio prevede differenze minime tra supporti e resistenze. Si va infatti dal primo supporto di 0,094 euro e un secondo di 0,093 euro a una prima resistenza di 0,0197 euro e una seconda si 0, 02 euro.
Webuild
È la nuova denominazione del gruppo Salini Impregilo, multinazionale italiana che opera nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria civile. Realizza infrastrutture complesse come dighe e impianti idroelettrici, opere idrauliche, ferrovie, metropolitane, aeroporti e autostrade. Salini, una delle società fondatrici, è l’azionista di riferimento, con il 38,55%. Seguono Cdp, socio pubblico che detiene attraverso Cdp Equity il 16,47% del capitale, e Intesa Sanpaolo con il 4,62%. Nel 2024 ha fatturato 12 miliardi, il 20% in più rispetto all’esercizio precedente. Il titolo a metà settimana veniva scambiato a 3,5 euro circa per azione, con una plusvalenza di poco più del 21% rispetto a un anno fa. Positive le più recenti valutazioni delle banche d’affari, che risalgono tuttavia al 28 luglio dello scorso anno, con Equita Sim (la raccomandazione è buy, comprare) e Mediobanca concordi nell’attribuire alla società un target price di 4,5 euro. L’analisi a di Teleborsa, aggiornata alle 15.30 del 4 febbraio, indica un primo supporto di 3,453 euro e un secondo di 3,373, mentre sul fronte rialzista la prima resistenza è fissata a 3,593 e la seconda a 3,733.
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