Lavorare di più, pensionarsi più tardi, con un assegno che rischia di essere sempre più modesto. Quando il tasso di sostituzione si aggira intorno al 60-65% (cioè la pensione vale meno di due terzi dell’ultimo stipendio) vuol dire che uno dovrà vivere gli ultimi 15-20 anni di vita con pochi soldi. E allora? Allora si può cercare qualche destinazione in cui questi pochi soldi possano valere di più: o perché il costo della vita è significativamente più basso, o magari perché si pagano meno tasse.
Ogni anno l’Annual Global Retirement Index valuta i Paesi considerati tra i migliori in cui trasferirsi in pensione, in base a costo della vita, sanità, clima, sicurezza e integrazione sociale. Al primo posto c’è la Grecia. Quella che è stata a lungo la Cenerentola d’Europa offre ai pensionati (anche) italiani un regime fiscale vantaggioso con una tassazione fissa del 7% sulle pensioni estere, valida per 15 anni, a condizione di non essere stati residenti fiscali in Grecia negli ultimi 5 anni. Oltre al Fisco, ovviamente, pesano la qualità della vita, il mare, le isole, e la vicinanza al “resto d’Europa”. Al secondo e terzo posto di questa classifica ci sono Panama e Costa Rica, che hanno lo svantaggio di essere un altro mondo, rispetto alle abitudini di un europeo, per di più un po’ anziano e quindi magari più restio a rifarsi completamente una vita, con abitudini e condizioni ambientali assai diverse.
Più vicino alla nostra penisola non mancano alternative. In Albania, le pensioni private possono beneficiare della defiscalizzazione, con un’esenzione totale dalle imposte per i pensionati che risiedono stabilmente nel Paese. Il costo della vita in Albania è significativamente più basso rispetto all’Italia, con affitti che partono da circa 300 euro al mese. Le città più popolari tra i pensionati italiani sono Durazzo e Valona, grazie alla loro bellezza, ai servizi disponibili e alla vicinanza all’Italia.
Restando nel Mediterraneo Cipro continua a essere una scelta eccellente per i pensionati, offrendo una tassazione fissa al 5% sulle pensioni estere superiori a 3.420 euro annui. Inoltre, il Paese offre un trattamento fiscale favorevole per i pensionati che non hanno vissuto a Cipro nei 17 mesi precedenti. L’aliquota ridotta e il costo della vita competitivo sono tra i fattori che rendono Cipro una destinazione ideale per il pensionamento.
Anche Malta è uno dei Paesi più competitivi per la tassazione delle pensioni, offrendo una tassazione al 15% per le pensioni estere, se il pensionato decide di stabilire la residenza nel Paese. Il Malta Retirement Programme prevede la tassazione del 15% sulle pensioni estere ma con requisiti specifici come l’acquisto di un immobile. Le pensioni estere possono essere esenti, anche in questo caso, fino a 3.420 euro, mentre la tassazione effettiva si applica solo sul reddito eccedente tale importo.
Negli scorsi anni il Portogallo è stato una delle destinazioni preferite dai pensionati italiani grazie al regime fiscale favorevole, che prevedeva una tassazione al 10% sulle pensioni estere per i residenti sotto il regime “non abituale” (Nhr). Tuttavia, a partire dal 1° gennaio 2024, il governo ha abolito questo regime fiscale speciale, interrompendo così le agevolazioni per i pensionati che decidono di trasferirsi nel Paese. La misura è stata adottata in risposta all’aumento dei prezzi degli immobili, influenzati dal flusso di pensionati stranieri attratti dalle condizioni fiscali favorevoli.
Chi ha già ottenuto il regime Nhr prima del 2024 potrà continuare a beneficiarne per un periodo di 10 anni e, di conseguenza, i pensionati che avevano già trasferito la loro residenza fiscale in Portogallo prima di questa data manterranno la tassazione agevolata fino al 2034.
Anche Bulgaria e Romania offrono regimi fiscali (10% di tassazione forfettaria) molto convenienti per i pensionati stranieri (quindi anche italiani). Tuttavia, per godere di questo vantaggio, è necessario essere residenti fiscali e, in alcuni casi, ottenere la cittadinanza. Il costo della vita, soprattutto in Bulgaria, è significativamente inferiore rispetto ad altri Paesi europei, rendendolo una scelta interessante per i pensionati che vogliono vivere con un budget contenuto.
Una considerazione finale: anche l’Italia compete come destinazione per attrarre i pensionati stranieri. Infatti, risulta al sesto posto dell’Annual Global Retirement Index, garantendo una flat tax al 7% per le pensioni estere, ma solo per i pensionati stranieri che decidono di trasferire la propria residenza nei Comuni del Sud (o in aree critiche, come quelle del post terremoto del 2016) che abbiano meno di 20 mila abitanti. Una misura rivolta a contrastare lo spopolamento di molte aree marginali del Paese. Ma la misura vale solo per gli stranieri. Se un italiano volesse trasferire la sua residenza in uno di questi borghi, non potrebbe godere di questi vantaggi.
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