Profit warning e blocco del dividendo: in vista dei risultati 2025, Stellantis ha annunciato oneri pari a circa 22,2 miliardi di euro lo scorso anno a causa del costo del riposizionamento sull’elettrico. La nuova strategia ha portato, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività.
Il titolo è crollato a Piazza Affari: sospensione nelle prime battute della seduta e crollo del-28,9% a 5,8 euro intorno alle 13.30 prima di essere fermato in asta di volatilità.

Ai mercati non sono bastati i miglioramenti dei risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 con un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale. A causa della perdita netta 2025 non saranno distribuiti dividendi. Sono attese uscite di cassa per circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni a valere sugli oneri per circa 22,2 miliardi esclusi dall’Aoi (reddito operativo rettificato). La nuova strategia di Stellantis, al centro del piano strategico che sarà presentato a maggio di quest’anno, prevede una gamma crescente di veicoli elettrici, ibridi e con motori termici avanzati.
I volumi
Ritorno a una crescita di volumi positiva. Nel secondo semestre del 2025 il volume delle consegne consolidate di 2,8 milioni di unità è aumentato di 277 mila unità, ovvero del +11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Nord America ha dato il maggior contributo alla crescita (+39%).
Bene il Nord America
Stellantis stima consegne consolidate nel quarto trimestre 2025 pari a 1,5 milioni di unità, in crescita del 9% su base annua. A trainare la crescita è il Nord America, dove le consegne sono aumentate del 43%, in crescita anche Sud America, Medio Oriente e Africa, Cina e India e Asia-Pacifico. Ciò è stato parzialmente compensato – spiega l’azienda – da un calo nell’Europa allargata, (26mila in meno pari al -4% su base annua) per l’effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive.
Le previsioni 2026
Per il 2026 Stellantis prevede un aumento dei ricavi netti, margine Aoi e generazione di cassa, con un andamento in crescita dal primo al secondo semestre. In particolare la stima è di un aumento percentuale dei ricavi a una cifra media, di una crescita del risultato operativo rettificato a una cifra bassa che include una previsione di 1,6 miliardi di spese tariffarie nette (nel 2025 sono state di 1,2 miliardi) e di un miglioramento del free cash flow industriale nonostante il pagamento nel 2026 di 2 miliardi di oneri relativi al secondo semestre 2025. Nel 2027 la previsione è di un free cash industriale positivo.
Filosa
“La reimpostazione che abbiamo annunciato si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo”, ha detto il ceo Antonio Filosa, “Abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l’ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l’Investor Day del 21 maggio.”
Leggi anche:
Trappola green sui mutui casa: prestiti a rischio
“La più grande cavolata”. Orsini (Confindustria) stronca il Green Deal
Nella trappola dell’auto green
© Riproduzione riservata