Sanae Takaichi, prima donna alla guida del Giappone, trionfa e segna un passaggio storico non solo sul piano politico ma anche per i mercati finanziari, che hanno reagito con entusiasmo travolgente.
La premier ha conquistato una vittoria netta nelle elezioni anticipate di domenica, rafforzando in modo decisivo il Partito Liberal-Democratico (Ldp) e assicurandosi un mandato senza precedenti. I liberaldemocratici hanno infatti ottenuto oltre i due terzi dei seggi alla Camera bassa, superando ampiamente la soglia necessaria per avviare riforme costituzionali e approvare leggi chiave. Un risultato che consegna a Takaichi piena libertà d’azione su economia, difesa e governance istituzionale.
La risposta dei mercati non si è fatta attendere. La Borsa di Tokyo ha festeggiato con un vero e proprio rally: l’indice Nikkei ha chiuso in rialzo del 3,89% a 56.363,94 punti, nuovo massimo storico, dopo aver toccato durante la seduta un balzo vicino al 5% e aver superato per la prima volta la soglia dei 57.000 punti. Bene anche il Topix, che ha guadagnato il 2,29% a 3.783,57 punti.
Gli investitori scommettono su una stagione di stimoli fiscali più aggressivi e consistenti tagli alle imposte, pilastri di un programma che unisce politiche di sostegno alla crescita, riforme della governance aziendale e una visione economica espansiva. Un mix che il mercato considera favorevole per utili e investimenti.
Secondo Eiko Sievert, Executive Director di Scope Ratings, il risultato elettorale offre soprattutto stabilità:
“La schiacciante vittoria di Sanae Takaichi garantisce continuità politica per i prossimi anni e consente l’attuazione di riforme più incisive, riducendo il rischio di stalli legislativi”. Resta però un nodo strutturale difficile da sciogliere: “È improbabile che nel breve-medio termine si registrino progressi sostanziali sulla principale criticità del rating sovrano del Giappone, ovvero l’elevatissimo debito pubblico”.
Un fardello che continua a pesare sui conti del Paese. Il debito pubblico giapponese, destinato a stabilizzarsi attorno al 225% del Pil nel medio termine (dal 236% stimato per il 2024), rimane il più alto tra le economie sovrane valutate e rappresenta la maggiore vulnerabilità creditizia di Tokyo, nonostante l’entusiasmo dei mercati.
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