Il 2025 si chiude per Kering con numeri in calo, ma meno del previsto (quattro giorni fa Morgan Stanley aveva ridotto il target di prezzo sul titolo Kering), tanto che il gruppo spera che il 2026 sia l’anno del rilancio. Il colosso francese del lusso ha registrato ricavi pari a 14,7 miliardi di euro, -13% a cambi correnti e -10% a cambi costanti, con vendite retail in calo dell’11% e wholesale in contrazione del 9%.
“La performance del 2025 non riflette il vero potenziale del Gruppo – ha detto l’ad Luca de Meo – Nella seconda metà dell’anno abbiamo intrapreso azioni decisive, rafforzando il bilancio, riducendo i costi e compiendo scelte strategiche che pongono le basi per il nostro prossimo capitolo”.
Il manager, un passato nel mondo delle auto, ha aggiunto: “All’inizio del 2026 l’intero team è pienamente impegnato a costruire una Kering più snella e veloce, migliorando il posizionamento dei brand e le vendite, ricostruendo i margini e rafforzando la generazione di cassa, per garantire una creazione di valore sostenibile nel lungo periodo”.
L’osservato speciale resta Gucci, un tempo fiore all’occhiello della maison e oggi grande malato, che nel 2025 ha registrato ricavi per 6 miliardi di euro, in calo del 22% a cambi correnti e del 19% a cambi costanti. “Gucci sta in qualche modo risalendo dal punto più basso” ha affermato De Meo, commentando il miglioramento sequenziale del quarto trimestre, con ricavi retail in calo del 10% ma in fase di recupero rispetto ai trimestri precedenti.
Il marchio presenterà il 27 febbraio la prima sfilata disegnata dal nuovo direttore creativo, Demna.
Per quel che riguarda gli altri marchi controllati da Kering, Yves Saint Laurent ha chiuso l’anno a 2,6 miliardi di euro (-8%), con il quarto trimestre stabile a cambi costanti grazie a nuove collezioni e alla crescita in Nord America e in Europa occidentale. Bottega Veneta ha registrato ricavi stabili a 1,7 miliardi, con un incremento del retail del 5% nel trimestre, trainato da Nord America e Medio Oriente, e una crescita a doppia cifra nel prêt-à-porter e nelle calzature. Per McQueen, in profonda crisi, De Meo ha ribaduto la necessità di una ristrutturazione.
Bene i gioielli: Boucheron in crescita a doppia cifra, Pomellato stabile, DoDo in accelerazione e Qeelin in solido momentum. Kering Eyewear ha chiuso a 1,6 miliardi, in crescita dell’1%.
La Borsa ha reagito in modo positivo ai risultati sopra le attese: intorno alle 12 il titolo Kering era rimbalzato dell’11% circa, con puntr del 14. Positivo tutto il comparto moda: Burberry guadagna il 4,5% a Londra mentre a Milano spiccano Cucinelli (+2,8%) e Moncler (+1,8%).
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