Le autorità israeliane hanno rinviato a giudizio un riservista dell’esercito e un civile con l’accusa di aver sfruttato informazioni militari riservate per scommettere sulla piattaforma di previsioni Polymarket. Secondo gli atti giudiziari e le comunicazioni ufficiali diffuse giovedì, il tribunale distrettuale di Tel Aviv ha disposto, su richiesta del dipartimento cyber della Procura di Stato, la revoca parziale del segreto istruttorio, consentendo la pubblicazione di alcuni dettagli dell’indagine. L’accusa sostiene che il riservista, durante il servizio attivo, abbia avuto accesso a dati sensibili, poi trasmessi a un complice civile per piazzare scommesse online su eventi geopolitici.
L’operazione è stata condotta congiuntamente dallo Shin Bet, l’agenzia per la sicurezza interna, dall’unità investigativa Arazim del ministero della Difesa e dalla polizia israeliana.
Informazioni in cambio di profitti
Stando a quanto riportato dal Jerusalem Post, i due indagati devono rispondere di reati gravi, tra cui violazione della sicurezza nazionale, corruzione e intralcio alla giustizia. Gli inquirenti ritengono che la coppia abbia utilizzato dettagli su operazioni militari imminenti per ottenere un vantaggio illecito sui mercati delle scommesse legate ai conflitti internazionali.
“Scommettere sulla base di informazioni segrete rappresenta un pericolo concreto per le operazioni dell’IDF e per la sicurezza dello Stato”, si legge nel comunicato congiunto delle autorità. Una linea ribadita anche dai vertici militari, che hanno definito la condotta del riservista un grave fallimento etico e il superamento di una linea rossa invalicabile, in netto contrasto con i valori delle forze armate.
Le indagini erano scattate il mese scorso, dopo che l’emittente pubblica Kan aveva rivelato i primi sospetti di una fuga di notizie all’interno della Difesa a fini speculativi. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su un profilo utente, “ricosuave666”, le cui giocate avevano previsto con sorprendente precisione alcune manovre militari israeliane contro l’Iran. Secondo la ricostruzione dei magistrati, il volume d’affari complessivo ammonterebbe a decine di migliaia di dollari, con profitti stimati attorno ai 150 mila dollari.
Una vicenda inquietante che rianima il dibattito sui prediction markets decentralizzati e sui loro vuoti normativi. Mentre i regolatori internazionali, soprattutto negli Stati Uniti, discutono se inquadrarli come piattaforme di gioco d’azzardo o come veri e propri mercati finanziari, emergono precedenti sempre più inquietanti.
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