“La sostenibilità dei sistemi previdenziali europei non dipende più soltanto dalle regole pensionistiche. Dipende dall’equilibrio tra lavoro, demografia e innovazione, dalla qualità dell’occupazione, dalla capacità delle economie di generare crescita e dalla presenza di salari adeguati che alimentino nel tempo il sistema contributivo. Per questo è necessario avviare una riflessione europea su un vero piano per la previdenza dei giovani”: ecco le parole di Gabriele Fava, presidente dell’Inps, durante il suo intervento a Berlino all’incontro dei presidenti e dei direttori generali degli istituti di previdenza e sicurezza sociale dei Paesi dell’Unione europea organizzato da Esip.
Secondo Fava i sistemi previdenziali europei stanno entrando in una nuova fase storica. Le trasformazioni demografiche, economiche e sociali che attraversano il continente richiedono un cambio di paradigma nella capacità delle istituzioni di leggere e governare il rapporto tra lavoro, popolazione e welfare.
“La cooperazione tra i Paesi europei e lo scambio costante tra le istituzioni previdenziali rappresentano una delle chiavi per affrontare sfide che non appartengono più ai singoli sistemi nazionali ma all’intero spazio europeo. La sostenibilità dei sistemi pensionistici riguarda tutti noi. Viviamo in società che invecchiano rapidamente e proprio per questo il dialogo tra istituti, la condivisione delle esperienze e l’analisi dei dati diventano strumenti essenziali per costruire politiche lungimiranti” ha aggiunto il Presidente dell’INPS che ha poi sottolineato il legame strutturale tra occupazione e sostenibilità previdenziale.
Per Fava “se vogliamo rafforzare la tenuta dei sistemi pensionistici dobbiamo guardare alla base su cui quei sistemi si fondano. Il vero equilibrio previdenziale nasce dalla solidità della base contributiva. E la base contributiva cresce soltanto se i giovani entrano nel mercato del lavoro e trovano occupazioni stabili e di qualità. Il tema decisivo non è soltanto l’età pensionabile. Il vero punto è il rapporto tra popolazione attiva e popolazione anziana. Le pensioni non nascono da un meccanismo astratto. Nascono dall’economia reale. È il lavoro che genera le pensioni. Da qui la necessità di rafforzare la cooperazione tra istituzioni previdenziali europee. È necessario costruire un’agenda sociale europea più ambiziosa fondata su una collaborazione ancora più intensa tra gli istituti previdenziali. Dobbiamo condividere dati, analisi e strategie sui grandi temi che riguardano lavoro, demografia e welfare. Solo attraverso una visione comune sarà possibile affrontare con efficacia le trasformazioni che stanno ridisegnando il futuro dei nostri sistemi sociali”.
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