Quando si parla di corsa all’oro, l’immaginazione corre subito alle grandi banche centrali o ai grandi investitori di Wall Street. In realtà, tra i protagonisti del rally del metallo giallo c’è un outsider molto meno rumoroso, ma decisamente più lungimirante: le donne indiane.
Secondo uno studio di Julius Baer, le donne dell’India possiedono collettivamente circa il 16% di tutte le riserve del pianeta. Una cifra impressionante che, grazie alla recente impennata dei prezzi del metallo giallo, ha fatto lievitare la loro ricchezza in modo incredibile.
Un tesoro tramandato di generazione in generazione. In India l’oro non è solo un investimento: è una tradizione culturale, religiosa e familiare che attraversa i secoli.
Le famiglie indiane possiedono circa 34.600 tonnellate di oro e quasi l’80% è nelle mani delle donne. Per dare un’idea del peso reale di questa cifra, equivale a più di 6mila elefanti.
Se si considera che nel mondo esistono circa 171.300 tonnellate di oro, significa che le donne indiane controllano quasi 28.000 tonnellate del prezioso metallo. Il valore complessivo? Talmente alto da superare il Pil nominale dell’India e perfino le riserve auree combinate delle principali banche centrali mondiali insieme al Fondo Monetario Internazionale.
La lezione delle nonne
E pensare che dietro a tutto questo non c’è una strategia finanziaria sofisticata. L’oro viene regalato alle donne nei momenti importanti della vita (matrimoni, nascite, celebrazioni religiose) ed è considerato un bene personale che garantisce sicurezza economica e indipendenza. Senza saperlo, generazioni di famiglie indiane hanno costruito quindi negli anni quello che alcuni analisti definiscono «uno dei sistemi di conservazione della ricchezza più efficaci della storia».
Senza grafici, senza algoritmi e senza consulenti finanziari, hanno semplicemente continuato a fare quello che le loro nonne facevano prima di loro: accumulare oro.
Naturalmente le donne indiane non sono le uniche ad aver scoperto il fascino del metallo giallo. Nel Regno Unito, la Royal Mint, l’ente che conia le monete britanniche, ha registrato un aumento significativo di investitrici: nel 2018 rappresentavano appena l’8% della clientela, mentre nel 2024 sono salite al 26%. Molte di loro iniziano con investimenti piccoli e accessibili, come monete o lingottini, strumenti perfetti per entrare nel mondo dei metalli preziosi senza grandi capitali.
Secondo diversi studi, le donne tendono ad avere uno stile di investimento più prudente rispetto agli uomini e questi preziosi ben si adattano all’esigenza. Una ricerca del gestore patrimoniale Fidelity ha mostrato che le donne si definiscono più spesso investitrici conservative, mentre gli uomini sono il doppio più propensi a descriversi come aggressivi nelle strategie finanziarie.
In Cina, invece, stanno facendo parlare le cosiddette “Chinese Auntie Investors”, ovvero investitrici di mezza età che stanno diventando protagoniste del mercato dell’oro fisico.
Nel 2025 gli investitori cinesi hanno acquistato 432 tonnellate di lingotti e monete, con un aumento del 28% rispetto all’anno precedente, rappresentando circa un terzo degli acquisti globali in questo segmento.
Il motivo? Non è difficile da capire: il mercato immobiliare cinese è in difficoltà, le Borse sono volatili e i tassi bancari sono piuttosto bassi. L’oro, quindi, appare come un rifugio solido e rassicurante. E poi c’è un fattore psicologico non da poco: l’oro è tangibile. Si può vedere, toccare, conservare. Per molti investitori, soprattutto quelli più prudenti, questo fa una grande differenza.
Secondo un sondaggio tra consulenti finanziari, la maggior parte dei portafogli include tra il 3% e il 5% di oro. Solo una piccola minoranza supera questa quota.
Instabilità geopolitica
Questo significa che, nonostante sia molto rispettato come asset, l’oro viene spesso considerato più come complemento strategico che come pilastro centrale della strategia di investimento.
Tuttavia, in un mondo sempre più instabile dal punto di vista geopolitico ed economico, molti analisti suggeriscono di rivalutare il ruolo del metallo giallo nei portafogli.
Con tensioni geopolitiche e mercati finanziari sempre più nervosi, l’oro continua a essere visto come una assicurazione finanziaria.
Non sarà l’investimento più ardito, ma resta uno dei più affidabili quando il mondo diventa imprevedibile. E mentre gli analisti discutono di strategie e percentuali di portafoglio, c’è chi da secoli ha già capito tutto come le donne indiane.
Leggi anche:
Dazi, in India parte l’appello per boicottare i prodotti americani
© Riproduzione riservata