Le recenti oscillazioni dei mercati degli asset digitali sembrano essere prevalentemente legate alle aspettative sulla politica monetaria statunitense, più che alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. È quanto emerge dall’ultimo report settimanale sui flussi, il Digital Asset Fund Flows Weekly, pubblicato da CoinShares.
Secondo gli analisti della società, i movimenti registrati negli ultimi giorni sono stati influenzati soprattutto dalle indicazioni della Federal Reserve sul percorso dei tassi di interesse, che hanno inciso direttamente sull’allocazione del capitale nei prodotti finanziari legati alle criptovalute.
Nel periodo considerato, i prodotti d’investimento in asset digitali – tra cui Etf, Etp e fondi – hanno registrato afflussi per circa 230 milioni di dollari a livello globale, marcando un ritorno a una dinamica più stabile rispetto alle settimane precedenti, pur in un contesto ancora condizionato dall’incertezza macroeconomica. Le tensioni legate al conflitto in Iran hanno contribuito a influenzare gli umori degli investitori, ma secondo CoinShares il loro impatto appare secondario rispetto ai fattori di natura monetaria, che continuano a rappresentare il principale driver dei flussi nel comparto.
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Per questo motivo “la causa più probabile sia l’interpretazione, da parte del mercato”, della riunione di mercoledì della Federal Reserve statunitense come una “pausa restrittiva”, spiega James Butterfill, Head of Research di CoinShares.
Sembra essere opinione comune che il calo delle criptovalute nelle ultime settimane sarebbe stato legato alla riduzione dell’esposizione verso gli asset più rischiosi, in un contesto segnato dall’instabilità geopolitica. Ma per gli analisti la spiegazione più convincente risiede nell’attesa delle decisioni della Federal Reserve: la riunione del 19 marzo si è conclusa con una pausa restrittiva e tassi invariati nel range 3,5–3,75%.
Sul piano degli investimenti, gli Usa sono in testa con 153 milioni, seguiti da Germania e Svizzera con 30,2 milioni e 27,5 milioni.
Il Bitcoin si conferma l’asset di riferimento, con afflussi pari a 219 milioni di dollari nella settimana. Parallelamente, i prodotti short su Bitcoin continuano ad attrarre capitali (6 milioni di dollari), sintomo di un posizionamento ancora diviso tra gli investitori. Tra le altre criptovalute, Solana ha registrato afflussi per 17 milioni di dollari, estendendo a sette settimane consecutive la fase positiva e portando il totale a 136 milioni, tra i risultati più rilevanti del periodo. In controtendenza Ethereum, che ha segnato deflussi per 27,5 milioni, interrompendo una serie di tre settimane di raccolta positiva.
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