Si prospetta una lunga partita industriale e finanziaria quella che fa seguito alla rottura tra Swisscom (che controlla Fastweb e Vodafone) e INWIT. Il gruppo svizzero ha annunciato di aver notificato la disdetta del Master Service Agreement – Msa – , il contratto che regola l’utilizzo delle torri di telecomunicazione in Italia, indicando come data di termine marzo 2028. Alla base della decisione, il “rifiuto di INWIT di rinegoziare nuove condizioni economiche”.
Lo scontro verte tutto sul prezzo. Swisscom, che in Italia controlla Fastweb e, dopo l’acquisizione del 2024, anche Vodafone Italia, vuole ridurre il costo di accesso alle infrastrutture che pesa sui margini del settore delle telecomunicazioni. INWIT, dal canto suo, difende un modello di business fondato su contratti di lungo periodo, indicizzati e altamente prevedibili, che garantiscono stabilità dei ricavi e dividendi elevati.
La mossa di Swisscom non arriva del tutto inattesa. Negli ultimi mesi erano emerse tensioni pubbliche tra le due società, e la stessa INWIT aveva recentemente rivisto al ribasso le proprie previsioni al 2026. La formalizzazione della disdetta è un segnale di discontinuità per il mercato: viene infatti parzialmente meno la percezione di sicurezza che caratterizza le tower company. Swisscom utilizza circa 20 mila torri INWIT per garantire la copertura della propria rete mobile in Italia.
Secondo gli analisti di Berenberg siamo di fronte “potenzialmente all’inizio di un lungo processo: a nostro avviso – scrivono -, questo sembra l’inizio di un processo negoziale potenzialmente lungo, con INWIT e Swisscom che contestano entrambe le clausole dell’accordo quadro – Msa – e Swisscom che probabilmente dovrà fare affidamento sull’infrastruttura di torri di INWIT per molti anni dopo la data di scadenza prevista per marzo 2028; la Join Venture tra Telecom Italia e Swisscom è in grado di costruire solo circa 500 siti all’anno, mentre riteniamo che Swisscom utilizzi attualmente circa 20 mila torri INWIT per gestire la propria rete in Italia. Esiste anche la possibilità di contestazioni legali da parte di entrambe le parti, in merito alle rispettive interpretazioni dell’MSA stesso”.
Negli ultimi anni, molti operatori hanno ceduto le proprie torri per ridurre il debito, accettando poi contratti di lungo periodo per riutilizzarle. Oggi, con margini sotto pressione e investimenti crescenti nelle reti, quelle stesse condizioni vengono rimesse in discussione. Il confronto tra Swisscom e INWIT potrebbe dunque rappresentare un precedente rilevante, capace di ridefinire i rapporti di forza tra operatori e società infrastrutturali.
Leggi anche:
© Riproduzione riservata