Una vera e propria febbre ha contagiato migliaia di persone in tutto il mondo: quella delle scommesse sulle piattaforme dei mercati predittivi. Il principale si chiama Polymarket, affiancato dal suo gemello Kalshi. Si scommette su tutto: dal prezzo delle criptovalute – da Bitcoin a Solana, passando per Xrp – fino al referendum costituzionale in Italia. Una valanga di puntate è concentrata lì, su un sito raggiungibile con un clic, sempre a portata di mano. E adesso i big della tecnologia globale come Google e Palantir di Peter Thiel stanno investendo su queste piattaforme e le stanno così legittimando. In Italia qualsiasi attività che comporta scommesse con denaro rientra nel gioco pubblico e deve avere una concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, anche nota come Adm. Polymarket e Kalshi non possiedono tale licenza ed è per questo motivo che nel 2025 l’Adm ha oscurato Polymarket. La piattaforma ha poi riaperto e da allora chi scommette opera in una zona grigia: un’attività non autorizzata lato piattaforma, ma non perseguita direttamente lato utente.
L’idea alla base dei mercati predittivi è, almeno in origine, affascinante. Negli anni Novanta alcuni economisti, tra cui Robin Hanson, studioso statunitense e ricercatore all’Università di Oxford, immaginavano strumenti capaci di risultare più affidabili dei sondaggi tradizionali. Durante la pandemia nasce così una startup quasi artigianale, inserita nel filone degli esperimenti cripto. Viene lanciata a New York nel 2020: una piattaforma in cui gli utenti possono scommettere su eventi sportivi, geopolitici, elezioni. I partecipanti depositano criptovalute Usdc, la principale stablecoin ancorata al dollaro, sulla blockchain Polygon e scambiano quote che rappresentano la probabilità di determinati eventi futuri. Inizialmente la piattaforma era vietata negli Stati Uniti, ma durante la seconda amministrazione Trump si è assistito a una progressiva liberalizzazione. Il figlio dell’ex presidente, Donald Trump Jr., è stato poi coinvolto come consulente da Polymarket, dopo che la sua società, 1789 Capital, ha investito nella piattaforma. «Le persone stanno scommettendo letteralmente su tutto», osserva Rony Hamaui, professore di Economia monetaria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. «Sono molto diffuse le scommesse a cinque minuti: si punta sul fatto che, nei prossimi minuti, una criptovaluta salirà o scenderà oltre una certa soglia. Spopolano anche le puntate sulle partite di calcio o di football, sugli esiti delle campagne elettorali. In Italia si è scommesso sul referendum. C’è chi ha giocato persino sulla capacità di Israele di intercettare tutti i missili iraniani in una determinata giornata».
In quest’ultimo caso la vicenda è stata controversa: un giornalista israeliano ha raccontato che un missile non sarebbe stato intercettato deliberatamente perché destinato a un’area disabitata. La sua testimonianza ha scatenato reazioni violente, con minacce da parte di chi aveva puntato sull’intercettazione totale. «Il fenomeno sta assumendo dimensioni rilevanti e solleva molte criticità», prosegue Hamaui. «La ludopatia è in crescita: le persone sviluppano dipendenza da questi strumenti. E si generano anche tensioni politiche e sociali, come dimostrano episodi di intimidazione». La differenza rispetto alle tradizionali scommesse online è piuttosto palese: si può puntare su qualsiasi evento e farlo con estrema facilità. Su Polymarket ogni evento ha due esiti: “Yes” o “No”. Chi punta compra azioni di uno dei due esiti . Per partecipare è necessario possedere un wallet cripto sul quale caricare Usdc. Una volta su Polymarket basta collegare il wallet e si può iniziare a giocare. Eppure esiste anche un lato, per certi versi, interessane. «Questi mercati riescono spesso a prevedere fenomeni con maggiore precisione rispetto ad altri strumenti», spiega Hamaui. «Si sono dimostrati molto accurati nel prevedere elezioni o equilibri parlamentari. Il motivo è semplice: chi scommette mette in gioco denaro, e quindi tende a riflettere di più rispetto a chi risponde a un questionario.
La qualità dell’informazione che emerge è più elevata». Non a caso, anche le Borse stanno iniziando a guardare con interesse a questi strumenti, considerati in grado di intercettare segnali che i mercati tradizionali faticano a cogliere. È su questo sfondo che si inserisce la decisione di Google Finance di ampliare i propri strumenti di monitoraggio includendo i dati provenienti da Polymarket e Kalshi. L’integrazione consente di visualizzare in tempo reale le quotazioni su eventi come elezioni, criptovalute e altri scenari futuri. È un passaggio rilevante per il mercato: indica che gli investitori iniziano a considerare queste piattaforme come indicatori validi del sentiment di mercato. Polymarket inoltre ha avviato una collaborazione con Palantir per sviluppare una piattaforma di integrità nei mercati di previsione sportiva. Il progetto utilizza Vergence, motore di intelligenza artificiale nato dalla joint venture tra Palantir e Twg AI. L’obiettivo è prevenire manipolazioni, individuare attività sospette e rafforzare i controlli sui mercati sportivi emergenti. La piattaforma consentirà monitoraggio in tempo reale, verifica degli utenti e reportistica di conformità. Molti analisti finanziari concordano: questi dati potrebbero migliorare la capacità di interpretare gli umori degli investitori. Anche perché i mercati decentralizzati reagiscono più rapidamente rispetto ad azioni e obbligazioni ai cambiamenti politici e macroeconomici, configurandosi come un vero e proprio avamposto del cambiamento. Le mosse di Google e Palantir di fatto fanno un passo verso la legittimazione dei mercati predittivi.
Ma siamo sicuri che questo sia neutro? Poche ore prima dell’operazione congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio, sei account hanno scommesso sul bombardamento di Teheran entro la fine della giornata. In totale, oltre 1,2 milioni di dollari in Bitcoin, incassati con un tempismo sorprendente. Forse troppo, secondo la piattaforma investigativa Bubblemaps, che ritiene statisticamente improbabile una simile precisione senza informazioni privilegiate sulle intenzioni geopolitiche delle amministrazioni coinvolte. Non è un caso isolato. «È agghiacciante pensare che ci siano membri dello staff all’interno della situation room che stanno spingendo gli Stati Uniti in guerra non perché sia un bene per la nostra sicurezza, ma perché così ci guadagneranno 100 mila dollari» ha dichiarato il senatore democratico Chris Murphy, tra i promotori del disegno di legge per bandire queste piattaforme. Era successo anche prima dell’attacco statunitense al Venezuela, quando uno scommettitore aveva guadagnato 400 mila dollari puntando sulla rimozione di Nicolás Maduro entro gennaio.
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