Una manciata di pop corn proteici fanno da spia a un particolare mutamento nel mercato alimentare: l’espansione degli snack ad alto contenuto proteico. Specie quelli che invece – nella loro versione normale – sono i più dannosi e ipercalorici, come la patatine confezionate. Il marchio è stato lanciato nel 2025 da Khloé Kardashian insieme a un team manageriale con esperienza nel largo consumo. Il pop corn proteico era solo il primo lancio di Khloud, ma quest’anno è arrivata la novità: le patatine in busta. Inizialmente sono state lanciate in esclusiva da Target e contengono circa 7 grammi di proteine per porzione. Non hanno addititvi e sono fatte di olio di avocado. La struttura del progetto segue uno schema già visto in altri brand emergenti del food americano. Alla visibilità della fondatrice si affianca un management con esperienza nella distribuzione e nello sviluppo commerciale. L’amministratore delegato Jeff Rubenstein proviene da aziende come Coca-Cola e Poppi, e il suo ruolo è chiaramente orientato alla scalabilità: portare il marchio dalla fase iniziale, legata al lancio e al marketing, a una presenza stabile nella grande distribuzione.
L’azienda cresce a ritmi serrati. In meno di un anno Khloud ha esteso la distribuzione negli Usa a decine di migliaia di punti vendita negli Stati Uniti, entrando in catene come Target, Walmart e Kroger. Il primo prodotto, il popcorn, ha registrato vendite superiori alle attese, contribuendo a sostenere l’espansione in nuove categorie. Ma i pop corn proteici e le patatine proteiche intercettano una nuova tendenza: negli Stati Uniti la domanda di prodotti ad alto contenuto proteico è in aumento da diversi anni e ha ormai superato la nicchia sportiva. La proteina viene utilizzata come elemento distintivo anche in prodotti tradizionalmente considerati non dietetici, come snack salati e dolci. In questo senso, l’ingresso nelle chips consente a Khloud di inserirsi in una categoria molto ampia – quella delle tortilla chips, che vale diversi miliardi di dollari – proponendo una variante con un posizionamento diverso.
La concorrenza è però intensa. Nel segmento degli snack proteici operano marchi consolidati come Quest e RXBAR, oltre a numerosi brand sani come Hippeas o SkinnyPop. Ma la strategia di Khloud sembra vincente perché adotta un linguaggio meno legato alla performance sportiva e più vicino al consumo quotidiano, con un’attenzione particolare al pubblico femminile. Il principale elemento distintivo resta la combinazione tra visibilità mediatica e capacità distributiva. La notorietà della fondatrice facilita il lancio e la comunicazione, ma non è sufficiente a garantire la crescita nel medio periodo. In un mercato con barriere all’ingresso relativamente basse, la differenza si gioca sulla capacità di mantenere una rotazione elevata a scaffale e di costruire una base di consumatori ricorrenti.
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