376 eventi meteorologici estremi registrati in un solo anno, un incremento del 42% delle frane causate da piogge intense e danni economici che nel 2025 hanno toccato quota 11,9 miliardi di euro. È quanto emerge dal Bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, che conferma una tendenza ormai evidente: negli ultimi dieci anni, gli eventi estremi in Italia sono cresciuti di oltre sei volte. In vista della Giornata della Terra, del 22 aprile, la prevenzione torna al centro del dibattito pubblico, proponendo un nuovo modello in cui anche i cittadini sono parte attiva.
Il cittadino come sentinella
Di fronte a rischi sempre più frequenti legati al cambiamento climatico, affidare la prevenzione esclusivamente agli esperti non basta più. I dati indicano che intervenire prima delle emergenze può ridurre i costi fino al 75% rispetto alla gestione dei danni. Nonostante ciò, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato a fine 2023, è ancora in gran parte in fase di attuazione.
In questo scenario si inserisce IntelligEarth, fondata nel 2023 come spin-off accademico della Sapienza di Roma. La startup ha sviluppato proteGO, una piattaforma pensata per facilitare il monitoraggio preventivo del territorio, rendendo più semplice e continua la raccolta di informazioni e favorendo interventi tempestivi e più consapevoli.
“Le tecnologie di monitoraggio esistono, ma non possono coprire ogni area: selezionano dove osservare, lasciando inevitabilmente delle zone scoperte. Chi vive quei luoghi, invece, è spesso il primo a notare segnali di cambiamento, ben prima degli strumenti più avanzati”, spiega Claudia Masciulli, co-founder e CEO della startup.
L’approccio proposto ribalta il modello tradizionale: non più un controllo calato dall’alto, fatto di satelliti, ispezioni sporadiche o interventi straordinari, ma una rete diffusa e continua, costruita grazie al contributo delle persone. Attraverso proteGO, chiunque, dai tecnici ai cittadini, può utilizzare il proprio smartphone per raccogliere immagini e dati seguendo protocolli standardizzati. Ogni segnalazione, come un cedimento, una modifica del terreno o lo stato di un bene culturale, diventa parte di un patrimonio informativo che, nel tempo, può rivelarsi decisivo.
“Si pensa spesso ai satelliti come principali osservatori del pianeta. Ma anche le persone, con uno smartphone, possono svolgere un ruolo simile, con un valore aggiunto fondamentale: la conoscenza diretta del territorio. I cittadini riconoscono i cambiamenti, comprendono il contesto e rappresentano una risorsa preziosa che oggi resta in gran parte inutilizzata”, conclude Masciulli.
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