L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto un nuovo oscuramento nei confronti di Polymarket, la nota piattaforma decentralizzata di mercati predittivi. Il provvedimento impone ai fornitori di rete italiani di inibire l’accesso al sito, reindirizzando gli utenti sulla pagina ufficiale dell’Adm che ne segnala la mancanza di autorizzazione. Polymarket, che permette di scambiare contratti legati all’esito di eventi politici, economici e sportivi tramite criptovalute, era già finita nel mirino del regolatore. In passato, l’azienda era riuscita a farsi de-oscurare dopo un ricorso al Tar del Lazio. Adesso il sito dovrebbe essere oscurato a partire dal 27 luglio.
Di fatto, però, le maglie del blocco restano larghe. Secondo l’edizione 2026 del Libro Nero dell’azzardo, il valore del mercato legale dell’azzardo online nel 2025 conta 100,88 miliardi di euro di raccolta. Il mercato illegale invece è stimato stimato a 22 miliardi, che si sommano ai 17 miliardi stimati del mercato fisico. Non solo: lo spostamento di massa verso l’online – canale preferito dall’illegalità e dalle mafie per la facilità di mascheramento tramite Vpn o conti prestanome – sta facendo diminuire le entrate erariali dello Stato – calate a 11,4 miliardi nel 2025 -, mentre il fatturato dei concessionari privati e i volumi criminali continuano a viaggiare a gonfie vele.
E sono in molti a credere che una parte della responsabilità di questo gap vada individuata nel Decreto Dignità del 2018. “Vietando ai concessionari di Stato di investire su canali digitali come Google AdWords, il campo è rimasto libero per l’illegalità. Se in passato i grandi marchi legali spendevano oltre 150 mila euro al mese per presidiare le keyword principali (oscurando di fatto la concorrenza non autorizzata), oggi quel filtro non esiste più” dicono le fonti di settore sentite da Moneta.
Social network
Sui social network, intanto, proliferano le pubblicità di operatori stranieri senza licenza. Questi aggirano le norme creando portali di informazione sportiva o sponsorizzando scuderie e squadre. Attraverso la scusa delle notizie, i brand spingono gli utenti a scommettere sui loro canali ufficiali esteri via Vpn. In questo caso l’Agcom rischia di avere le mani legate, poiché non può bloccare questi siti se si limitano a fare informazione, e il pubblico comune fatica a cogliere la sottile differenza tra un portale di news e uno di gioco.
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