Nuovo balzo per benzina e diesel: secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è di 2,039 euro al litro per la benzina (ieri 2,027 euro) e di 2,147 euro al litro per il gasolio (ieri 2,131 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,124 euro al litro per la benzina (ieri 2,110 euro) e 2,221 euro al litro per il gasolio (ieri 2,206 euro). Una situazione difficile tanto più perché sabato 5 settembre scadrà la proroga del taglio delle accise voluta dal governo, che è al lavoro a un nuovo provvedimento.
Le associazioni dei consumatori
“In assenza di nuove proroghe a partire dal prossimo weekend il gasolio al self raggiungerà il prezzo medio di 2,4 euro al litro in autostrada, mentre sulla rete ordinaria i listini saliranno sopra i 2,3 euro/litro”, ha detto il Codacons, “Indipendentemente dall’andamento futuro dei listini alla pompa, l’addio allo sconto fiscale da 17 centesimi di euro costerà agli italiani 8,5 euro in più su ogni pieno di diesel, una stangata che in questo momento il governo deve assolutamente evitare abbandonando l’idea di misure legate a redditi o attività lavorativa. Prevedere sconti solo per chi ha Isee bassi o utilizza l’auto per lavoro non risolverà la situazione ma anzi potrebbe peggiorare il quadro economico generale, considerato che il caro-carburanti colpisce in modo trasversale tutti i consumatori e impoverisce milioni di famiglie che rientrano nel ceto medio, indipendentemente dalle soglie Isee o dall’attività lavorativa svolta”.
Massimo Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, ha aggiunto: “In appena due giorni nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 cent in più, sia per la benzina che per il gasolio. In autostrada il gasolio si paga 85 cent in più mentre la benzina addirittura un euro in più. Se il governo Meloni non rinnovasse lo sconto, il 6 settembre il gasolio arriverebbe a 2,392 in autostrada, a un pelo dai 2,4 euro, e 2,318 nelle strade normali”.
Su anche il gas
In crescita anche il gas: il valore dell’indice IGI (Italian Gas Index) per il 3 settembre è pari a 78,29 euro/MWh, rispetto ai 77,14 euro/MWh di ieri. L’indice, calcolato giornalmente dal Gestore dei Mercati Energetici – GME, fornisce uno strumento di interpretazione e valutazione delle dinamiche osservate sui mercati del gas in Italia e si propone come un riferimento trasparente e replicabile dagli operatori, per operazioni di hedging e/o per contratti di fornitura.
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