L’ottimismo dei mercati finanziari nei confronti dell’intelligenza artificiale sta lentamente cedendo. Lo scrive la Bce in uno studio sullo sviluppo del mercato azionario statunitense in una fase – come quella che i mercati stanno vivendo da diversi mesi – espansiva dell’IA. Durante la guerra in Iran il contributo della fiducia verso i modelli intelligenti è stato fondamentale. La resilienza dei mercati è infatti imputabile ai “soli risultati in termini di utili e di elevata propensione al rischio” si legge nello studio. Tanta è la fiducia che gli investitori hanno riposto nel successo delle nuove tecnologie che neanche le crisi internazionali hanno provocato uno shock. Ma il vento sta cambiando secondo la Banca centrale europea.
“La crescente divergenza di prezzi tra le società tecnologiche e il deterioramento del sentiment nei confronti del rally guidato dall’IA stanno creando sempre più rischi di correlazioni più ampie in un mercato sempre più concentrato”. Non solo, andando ad analizzare la distribuzione dei premi al rischio azionario tra i singoli titoli tecnologici “sebbene la mediana del prezzo del rischio sia rimasta stabile, si stanno manifestando segnali di una minore propensione al rischio, con gli investitori che iniziano a richiedere una remunerazione più elevata per i propri investimenti. Inoltre, un’ondata di vendite su un numero ristretto di tali società potrebbe innescare cali più generalizzati del mercato, data l’elevata concentrazione del
mercato azionario”.
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