Il settore della logistica e del trasporto merci si trova ad affrontare le turbolenze legate alle tensioni geopolitiche internazionali e a una congiuntura europea complessa. Il dato del trasporto ferroviario delle merci in Europa registra infatti un calo dell’1,8% nel 2025, flessione su cui ha influito molto il dato negativo della Germania. Ciononostante, la logistica produce un valore di 1.750 miliardi di euro con una crescita prevista del 4% nel 2029 e un aumento dell’intermodalità ferro-gomma-mare del 9% al 2030.
La strategia
È su questo scenario che FS Logistix sta costruendo la propria strategia industriale per rafforzare il ruolo del trasporto merci ferroviario nelle catene logistiche europee. A delineare il quadro, durante la seconda giornata di InnoTrans a Berlino, è stata l’Amministratrice Delegata e Direttrice Generale di FS Logistix, Sabrina De Filippis.
«Oggi la logistica non è vista come economia di un singolo Paese, ma ha una natura globale: puntiamo a intercettare i grandi traffici che arrivano via mare che oggi rappresentano circa l’80% dei volumi» ha spiegato De Filippis, sottolineando come l’80% del trasporto dei grandi container avvenga via mare e rendendo per questo i porti cruciali. «Il piano industriale di Fs Logistix e’ una grande risposta. Abbiamo investito 500 milioni nell’ambito dei rotabili e abbiamo 2 miliardi di investimenti in terminal e digitalizzazione», ha dichiarato De Filippis, precisando che «negli ultimi 18 mesi abbiamo già investito oltre 500 milioni per asset e digitalizzazione».
«Condivido la riforma dei porti. Una società che li gestisce fara’ bene al sistema ferroviario. Vogliamo investire nella parte portuale e stiamo lavorando tanto sul gommato del primo e dell’ultimo miglio» ha aggiunto l’ad.
Una parte fondamentale della strategia riguarda proprio la rete dei terminal, di cui FS Logistix ne conta circa 23 in tutta Europa. L’acquisizione nel 2025 del 30% del terminal del porto di Anversa punta a rafforzare la presenza della società lungo le principali direttrici europee e a diversificare i flussi oggi concentrati soprattutto sull’asse Italia-Germania e sull’Europa centrale, rappresentando uno degli asset strategici per il futuro.
A livello europeo il 17% delle merci corre su ferro, mentre in Italia si attesta all’11-12% contro un 80% che circola su gomma. Le nuove infrastrutture renderanno più efficace il trasporto delle merci, in un contesto in cui i clienti chiedono qualità ma in cui serve anche un cambio culturale.
Per questo la strategia è destinata a proseguire con ulteriori operazioni. «Dopo Anversa continuiamo a guardare in Europa. Significa che andiamo a trovare ulteriori punti nei corridoi TEN-T che possano diventare un punto di accesso dei grandi volumi. Guardiamo a due Paesi in particolare, li annunceremo con il nuovo piano industriale, sempre nella visione europea che abbiamo del presidio della logistica», ha affermato De Filippis, ribadendo che «investiremo in nuovi terminal europei e lo faremo con il nuovo piano industriale, guardiamo a due paesi in particolare che annunceremo nei prossimi mesi» e che «il nuovo piano 2027-2030 dovrà captare il potenziale della logistica».
Nel nuovo assetto ci sarà anche una Rosco, una società dedicata alla gestione del materiale rotabile e alla manutenzione di locomotive e carri merci, pensata per rendere più efficiente la gestione degli asset e ridurre i costi. «Il nuovo assetto societario nasce per poter rispondere in maniera puntuale ai bisogni di tutti i nostri clienti attraverso un’offerta di qualità. Questo assetto riorganizza tutta la parte dei processi produttivi di FS Logistix anche in un’ottica di efficientamento», ha illustrato De Filippis, osservando che «la logistica non da’ margini di redditivita’ elevati. Dobbiamo essere vincenti con maggiori volumi di traffico».
La trasformazione comprende inoltre la digitalizzazione dei processi operativi e lo sviluppo di strumenti in grado di rendere più immediata la risposta alle esigenze della clientela. Un capitolo specifico riguarda le novità tecnologiche come lo Smart Train e il Digital Automatic Coupling (DAC), destinate ad avere un impatto diretto sull’organizzazione e sull’economia del trasporto merci. La prossima settimana a Bologna verrà presentato il primo treno sperimentale equipaggiato con la tecnologia DAC.
© Riproduzione riservata