L’economia italiana mostra una tenuta migliore delle attese. Dall’Interim Economic Outlook di settembre dell’Ocse arriva una corposa revisione al rialzo le previsioni sul Pil italiano per il 2026, portandole a +0,9% dal +0,5% stimato a giugno. Per il 2027 la stima resta invece invariata a +0,6%.
Secondo l’organizzazione parigina, la crescita globale ha finora resistito meglio del previsto agli shock, ma le riserve che hanno contribuito ad attutire l’impatto della crisi energetica si stanno progressivamente esaurendo. L’inflazione è tornata a salire, mentre la crescita rimane più debole rispetto allo scorso anno. Le prospettive restano inoltre fortemente condizionate dalla possibilità di una soluzione duratura al conflitto in Medio Oriente.
“I numeri diffusi oggi dall’Ocse confermano che l’Italia sta andando nella direzione giusta per garantire crescita e tenuta dei conti pubblici”, ha commentato il co-presidente dei Conservatori e Riformisti europei, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini. “Il dato è particolarmente significativo – prosegue Procaccini – se consideriamo che nei vent’anni precedenti al governo Meloni il tasso medio di crescita dell’economia italiana è stato dello 0,4%”.
Resilienza
Per l’Italia, la maggiore resilienza registrata nella prima parte dell’anno è legata soprattutto alla dinamica dei consumi e degli investimenti. A sostenere l’attività hanno contribuito anche gli investimenti pubblici legati al Pnrr, mentre la revisione al rialzo dei dati Istat sul primo trimestre e la buona performance del secondo hanno spinto l’Ocse a migliorare le proprie stime. Il punto critico riguarda invece il venir meno di alcuni dei fattori che hanno sostenuto la crescita. Il Pnrr terminerà alla fine del 2026, lasciando un vuoto che dovrà essere colmato attraverso riforme strutturali capaci di aumentare produttività e potenziale di sviluppo.
Nodo salari
Sul fronte dei redditi il quadro resta delicato con alcune economie del G20, Italia compresa, che presentano salari reali sono ancora al livello pre-pandemia o al di sotto. Per questo il segretario generale dell’Ocse Mathias Cormann ha sottolineato la necessità di concentrare gli aiuti su chi ne ha maggiormente bisogno e di riportare la spesa pubblica su un percorso sostenibile.
EY dice +1% per il Pil 2026
Una lettura favorevole arriva sempre oggi da EY, che nel suo Italian Macroeconomic Bulletin prevede una crescita del Pil dell’1% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027. Le stime sui conti pubblici indicano comunque un deficit al 3,1% del Pil nel 2026, in calo al 2,8% nel 2027. Il debito pubblico dovrebbe invece attestarsi al 138,6% del Pil nel 2026, per scendere al 137,4% nel 2027.
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