Clamori vari per il possibile e probabile aumento del ticket Venezia. Da 5 euro a 50, scandalo, vergogna ma nessuno si ferma a riflettere, verbo ormai in via di estinzione. Soltanto Venezia di suo dovrebbe comportare il versamento di una tassa a prescindere che non è la nota di soggiorno in alberghi e affini. Nei primi due mesi di sperimentazione sono stati emessi 650 mila voucher che hanno fatto registrare un incasso di 5 milioni di euro, una cifra importante che dovrebbe essere destinata alla cura dei tesori artistici della città lagunare. E come Venezia le altre città italiana, dette d’arte nei resoconti dei telegiornali, Roma, Firenze, Siena, Perugia, Verona, Torino, Napoli, Palermo e mille borghi meravigliosi che sono a disposizione gratuita dei visitatori. Non si tratta di speculazione mercantile ma di protezione dello scrigno, del tesoro che ci è invidiato dal resto del mondo.
I ticket per le auto
Qualcuno dovrebbe anche spiegare perché venga accettato il pedaggio di 7,5 euro per gli automobilisti che intendono entrare nel centro di Milano per poi versare ulteriori cifre pesanti per il parcheggio orario in strada, tralascio le tariffe da casinò dei garage. Non si capisce anche perché, per un viaggiatore che arrivi da fuori città, non sia possibile accedere ad un Qr code per abbonarsi e pagare il dovuto mentre si è costretti a riferirsi ai punti vendita o registrarti al portale My Area C e dopo aver acquistato il ticket occorre attivarlo associando il Pin identificativo che si trova sul tagliando a una targa. Roba da burocrazia medioevale per una città che si ritiene europea e si autocelebra per le piste ciclabili.
Il caso di Londra
A Firenze il balzello è di 5 euro, a Roma di 10 euro la stessa cifra a Napoli. Londra chiede agli automobilisti 15 sterline che non sono poche ma rientrano nel portafoglio quotidiano dei viaggiatori nella capitale inglese, a Parigi è necessario munirsi di un’etichetta, une “vignette”, del prezzo di 4,91 euro, chiamasi Crit’Air e serve a tutelare, dicono, la qualità dell’aria della capitale che ha costi di parcheggio elevati anche se l’offerta copre tutti i quartieri della città. Monaco di Baviera esige 17,5 euro di tassa che ha valore “eterno”, il bollino verde va pagato e viene spedito a casa, Madrid non impone nessun pedaggio per accedere al centro.
limiti alla folla
La Fontana di Trevi
Tirando di conto la cifra per entrare a Venezia è ridicola, 10 euro per un solo giorno è nulla rispetto ad altre realtà (sì, d’accordo, nei casi sopra citati si scrive di automobili ma a Venezia l’automezzo non è previsto…) ma la folla deve avere un limite, come è accaduto a Roma a Fontana di Trevi 2 euro per osservare la meraviglia davanti a palazzo Poli e chi a Torino vuole vedere la Palazzina di caccia di Stupinigi deve versare euro 12 mentre a Londra i musei sono ad accesso free.
Riassunto non tutto il mondo è paese ma è pur vero che il numero di visitatori è aumentato in misura sensibile, il turismo mordi e fuggi non può essere esente dal ticket anche perché spesso e malvolentieri lascia tracce nelle strade e nei luoghi d’arte.
Leggi anche:
Turismo boom, i Comuni fanno il pieno con la tassa di soggiorno
© Riproduzione riservata