Inaugurata martedì 22 settembre, la rassegna Milano Fashion week, dedicata alle collezioni donna primavera-estate 2027, si chiuderà lunedì 28. Sono previsti 203 appuntamenti complessivi, di cui 61 sfilate, 88 presentazioni e 54 eventi. Numerose le società del settore quotate, sotto i riflettori in questo periodo non soltanto in passerella ma anche a Piazza Affari. Ecco, in dettaglio, le principali.
Aeffe
Costituita nel 1988, la società è leader a livello internazionale nel comparto del lusso e si occupa della creazione, produzione e distribuzione di un’ampia gamma di prodotti che va da prêt-à-porter alle calzature e pelletteria, dalla lingerie all’abbigliamento da mare. Il gruppo, che controlla marchi prestigiosi, come Moschino, Alberta Ferretti e Pollini, sta attraversando attualmente una fase di crisi finanziaria e occupazionale.
A metà settimana il titolo veniva scambiato a Piazza Affari in area 0,13 euro per azione, nei pressi dei minimi storici. Nell’ultimo anno il titolo segna un pesante tracollo di oltre il 70%. È da almeno un anno che analisti e banche d’affari non emettono giudizi sul titolo.
Brunello Cucinelli
Casa di moda italiana fondata dall’omonimo imprenditore, è specializzata nella produzione di maglieria pregiata in cashmere. Il titolo, quotato a Piazza Affari, viaggia poco sopra la soglia degli 80 euro per azione, in crescita di circa l’11% nell’ultimo semestre, ma in netto calo (-21,7%) rispetto alla quotazione di un anno fa. Quanto agli analisti, mercoledì 23 settembre Intesa Sanpaolo ha confermato la raccomandazione «buy» ma ridotto il target price a 105 euro, mentre altrettanto aveva fatto Equita Sim il 21 settembre, indicando un prezzo obiettivo leggermente più alto (110 euro).
Geox
Società italiana leader nei settori delle calzature e dell’abbigliamento casual, fondata nel 1995 dall’imprenditore Mario Moretti Polegato, produce principalmente all’estero. Il titolo valeva mercoledì scorso a metà seduta 0,2915 euro per azione, in crescita di circa il 19% negli ultimi sei mesi, ma il 7% in meno rispetto a un anno fa. La società ha approvato lo scorso 21 settembre il nuovo piano industriale, che prevede per l’esercizio in corso ricavi consolidati compresi tra 540 e 545 milioni di euro per spingersi a fine piano (2029) in area 640-650 milioni. L’ebit margin è stimato tra il 6 e il 7% nel 2029.
Il più recente giudizio degli analisti è quello di Intesa Sanpaolo, che risale al 15 maggio scorso, con la conferma della valutazione «neutral» e un prezzo obiettivo di 0,28 euro, in calo rispetto al report precedente.
Moncler
Azienda di origini francesi (fondata nel 1952 nel comune di Monestier-de-Clermont, località sciistica vicino a Grenoble, da René Ramillon, artigiano di attrezzature da montagna francese, e André Vincent) è specializzata in abbigliamento e accessori. Il titolo del gruppo guidato da Remo Ruffini a metà settimana viaggiava in area 44 euro per azione. Il saldo a 12 mesi in Borsa è negativo di oltre il 12 per cento. Mercoledì 23 settembre Citigroup ha confermato la raccomandazione «buy» su Moncler riducendo però il target price a 59 euro. Il giorno precedente Oddo Bhf aveva ribadito il giudizio outperform (farà meglio del mercato) e tagliato a quota 60 euro il prezzo obiettivo.
Ovs
La società produce capi di abbigliamento per uomo, donna e bambino. Quotata presso la Borsa valori di Milano, appartiene all’indice delle small cap. Mercoledì scorso 23 settembre (data in cui il cda ha approvato la relazione semestrale) a metà seduta valeva 5,72 euro per azione, in calo dell’1,3% rispetto alla chiusura precedente.
Le più recenti valutazioni delle banche d’affari risalgono al giugno scorso, con Mediobanca che ha confermato il giudizio outperform (farà meglio del mercato), mentre Intesa Sanpaolo (12 giugno) ed Equita Sim (11 giugno) hanno ribadito rispettivamente le raccomandazioni «buy» e «hold» con prezzi obiettivo in rialzo (a 6 e 6,5 euro).
Piquadro
La società produce e commercializza prodotti di pelletteria, venduti con i marchi Piquadro, The Bridge e Lancel. L’attività del gruppo è organizzata attorno a cinque famiglie di prodotti: borse porta-documenti, borse da donna, articoli di piccola pelletteria (porta-monete, astucci, portachiavi) oltre a valigie e accessori. Possiede una rete di 172 negozi monomarca con i marchi Piquadro (di cui 37 in franchising), Lancel (66, di cui 6 in franchising) e The Bridge (16, di cui 2 in franchising), oltre a 45 punti vendita multimarca a insegna Piquadro (37), Lancel (6) e The Bridge (2).
In Piazza Affari il titolo Piquadro a metà settimana valeva 2,39 euro per azione, in calo del 4,02% rispetto alla chiusura recedente. Il più recente giudizio risale al 7 agosto scorso, quando Kt&Partners ha confermato la raccomandazione «add» e ridotto il target price a 3,5 euro.
Safilo
Azienda italiana leader nella produzione e distribuzione di occhiali da vista, da sole e sportivi, maschere da sci e caschi da sci e bici, con sede amministrativa a Padova. Il principale azionista di Safilo Group è il fondo di investimento olandese Hal Holding n.v. che detiene la maggioranza relativa e il controllo della società tramite la controllata Multibrands Italy B.V. Il titolo a metà seduta di mercoledì 23 settembre veniva scambiato a Piazza Affari a 1,74 euro, in linea con la chiusura precedente e l’8,9% in più rispetto alla quotazione di un anno fa.
I più recenti giudizi degli analisti risalgono all’agosto scorso. Il 7 agosto Intesa Sanpaolo aveva ribadito il precedente «neutral» e alzato il target price a 2,2 euro mentre il 5 agosto Equita Sim aveva confermato il precedente «hold» (mantenere in portafoglio), aumentando il prezzo obiettivo a quota 2,1 euro.
L’analisi tecnica di Teleborsa rileva che «lo scenario mostra un ampliamento della trendline discendente al test del supporto 1,722 con area di resistenza individuata a quota 1,761. La figura ribassista suggerisce la probabilità di testare nuovi livelli identificabili in area 1,707 euro». L’analisi del rischio indica che il titolo risulta essere «fortemente appetibile per coloro che sono altamente orientati a realizzare ingenti guadagni, seppur consapevoli dell’elevato grado di rischio che l’investimento comporta».
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