Somiglia a un Tamagotchi, il gioco che chi è stato un bambino nei primi anni Duemila ricorderà con nostalgia: una piccola console a forma di uovo all’interno del quale viveva un piccolo animaletto. L’intrattenimento consisteva nel mantenerlo in vita. L’animaletto in questo caso è una creatura del padre di Facebook, Mark Zuckerberg, oggi uno dei protagonisti dello sviluppo di sistemi di intelligenza artificale. La sfida non è mantenerlo in vita, a quello ci pensa benissimo da solo. Muse, così si chiama lo pseudo-tamagotchi, è un agente IA autonomo. Anzi, è molto di più: attraverso di lui Meta sta sondando il terreno per capire cosa potrebbero diventare gli smartphone in futuro. A differenza dei chatbot classici, Muse non è pensato per rispondere alle domande. Quello che fa è agire in tutta autonomia, senza essere interpellato. Possiede infatti un proprio browser interno che gli permette di navigare online e accedere ai servizi di posta elettronica e, da lì, prenotare un biglietto, ricordare un appuntamento segnato in calendario, cercare informazioni utili alla ricerca che sta svolgendo l’utente.
La nuova creatura del colosso tech ha raggiunto i 5 milioni di download nelle tre settimane successive al lancio. Ottima intuizione, si direbbe fino a questo momento, quella di presentare sul mercato un agente IA popolare e pensato per la massa: solo nell’ultimo mese il titolo del colosso ha guadagnato il 30% in borsa. Al lancio di Zuckerberg questa settimana ha risposto l’azienda che ha in pancia ChatGPT: OpenAI. Durante l’annuale Dev Day di San Francisco, davanti a centinaia di sviluppatori, Sam Altman ha presentato i Dots. Si tratta di agenti intelligenti impersonati da avatar digitali che agiscono in autonomia – esattamente come Muse – attraverso un computer personale nel cloud e un browser dedicato.
Intanto, emergono nuove preoccupazioni sulla tutela della privacy degli utenti. Muse – che ancora non è disponibile in Ue – è pensato anche per effettuare da solo acquisti online. Secondo Amazon l’agente è in grado di acquisire dati sugli utenti e memorizzare le password e per questo ne ha interdetto l’accesso al suo e-commerce. Per quanto riguarda i Dots invece al momento sono disponibili solo fuori dall’Ue per gli utenti base e premium. Per le aziende che invece possiedono la versione Business di ChatGPT la funzione è disponibile anche all’interno dell’Unione.
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