Giorgia Meloni blinda la sua voce contro le insidie dell’intelligenza artificiale: Palazzo Chigi ha confermato il deposito della richiesta per registrare il timbro vocalico della premier come marchio presso l’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. La procedura, curata dall’avvocato Marco Mastracci dello studio romano MpmLegal e al momento in fase di esame, prevede un campionamento di soli quattro secondi in cui la Presidente del Consiglio pronuncia per due volte la frase “Io sono Giorgia Meloni”.
La scelta di acquisire il diritto esclusivo d’uso nei 27 Paesi membri dell’Ue nasce dalla necessità di contrastare la proliferazione di contenuti manipolati. “I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi, molti altri no”, aveva sottolineato la premier lo scorso maggio ricordando la diffusione di immagini alterate a suo danno. Episodi simili si erano già verificati in passato, dai video camuffati oggetto di un processo a Sassari fino alle caricature diffuse sui social da esponenti politici.
Qualora la domanda venisse approvata, la violazione del marchio permetterà di intervenire tempestivamente per bloccare la circolazione di audio o video clonati ed evitarne l’uso truffaldino in ambito politico, diplomatico o commerciale. I trasgressori rischieranno l’obbligo di ritiro immediato del materiale, cause civili di risarcimento e conseguenze penali legate alla contraffazione di marchio, che in Italia prevede sanzioni pecuniarie e la reclusione nei casi più gravi.
La mossa si inserisce in un quadro normativo in rapida evoluzione, affiancandosi alla legge quadro sull’Intelligenza Artificiale approvata nel settembre 2025, che ha introdotto nel codice penale lo specifico reato di deepfake punibile da uno a cinque anni di carcere, e al Ddl 644 per la tutela dell’identità personale, attualmente in discussione in Parlamento.
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