Il meteo variabile e la crescente frequenza di eventi atmosferici estremi stanno ridefinendo i comportamenti dei viaggiatori europei. Proprio su queste pagine, avevamo scritto di come gli allarmi meteo (reali o addirittura solo annunciati) incidano su economia e viaggi. In questo scenario, Airbnb ha annunciato il lancio di Protezione dalle intemperie, una nuova copertura assicurativa opzionale sviluppata in partnership con il gruppo assicurativo Chubb per tutelare gli ospiti dai disagi causati da forti precipitazioni durante il soggiorno.
La novità è un prodotto assicurativo di tipo parametrico. A differenza delle polizze tradizionali, in cui il rimborso è legato all’accertamento di un danno e alla presentazione di documentazione burocratica, questo strumento eroga l’indennizzo in modo interamente automatico al verificarsi di una condizione oggettiva e misurabile, ovvero il superamento di una soglia giornaliera di pioggia prestabilita.
L’operatività del sistema si basa sul monitoraggio tecnologico in tempo reale. Una volta iniziato il soggiorno presso l’alloggio prenotato, le precipitazioni vengono rilevate attraverso dati indipendenti provenienti da radar, satelliti e stazioni meteorologiche. Qualora la pioggia raggiunga il livello previsto dal contratto, l’ospite riceve direttamente una notifica e un indennizzo economico compreso tra i 50 e i 1.000 euro, senza dover compilare moduli, inviare richieste o effettuare telefonate.
La copertura può essere aggiunta dagli ospiti al momento della prenotazione ed è attualmente disponibile per i residenti in Italia e in altri nove Paesi europei, tra cui Austria, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia. La tutela si applica sia ai viaggi interni sia a quelli internazionali.
L’iniziativa risponde a un cambiamento sostanziale nelle abitudini dei turisti, sempre più condizionati dai fattori climatici. Secondo l’ultima indagine Monitoring Sentiment for Intra-European Travel curata dalla European Travel Commission su circa 6.000 viaggiatori in dieci mercati europei, il 75% degli intervistati dichiara che il cambiamento climatico ha già modificato il proprio modo di viaggiare, una percentuale che sale all’81% tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Inoltre, circa due europei su tre affermano che cambierebbero date o destinazione se la meta prescelta fosse colpita da disagi meteo a ridosso della partenza.
In Italia il quadro è reso ancora più attuale dall’aumento dei fenomeni estremi. I dati del bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente indicano che lo scorso anno si sono registrati sul territorio nazionale 376 eventi meteo estremi, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Tra questi, gli allagamenti dovuti a piogge intense hanno rappresentato oltre un terzo del totale con 139 episodi, mentre le frane causate da precipitazioni concentrate sono aumentate del 42,4% in un solo anno.
«La pioggia può gettare un’ombra su un viaggio atteso da tempo, ma non dovrebbe rovinarlo», ha commentato Justin Brouse, Director of Strategic Partnerships, AirCover and Insurance di Airbnb, spiegando come l’obiettivo sia consentire agli ospiti di recuperare parte del valore del soggiorno concentrandosi sull’esperienza di viaggio.
Dello stesso avviso Rubén Rivero, Head of Travel Insurance EMEA di Chubb, che ha sottolineato l’immediatezza del prodotto: «Il nostro obiettivo era rendere disponibile insieme ad Airbnb qualcosa che funzionasse dietro le quinte, senza attese per sapere se si ha diritto alla copertura. È un prodotto parametrico pensato per il modo in cui le persone viaggiano oggi: immediato, trasparente e automatico».
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