Banche e assicurazioni hanno già concordato contributi aggiuntivi allo Stato per 10,5 miliardi di euro nell’arco di tre anni. A ribadirlo è il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, intervenuto a Torino in occasione dell’evento organizzato per i 35 anni della Fondazione Crt.
Il riferimento è al nuovo «contributo» al centro del dibattito sulla prossima Legge di bilancio, richiesto da alcune forze politiche, anche all’interno della maggioranza. Patuelli ha richiamato l’accordo raggiunto lo scorso anno, sottolineando che si tratta di un impegno già definito su base triennale.
«Abbiamo fatto un accordo l’anno scorso triennale di contributi ulteriori per 10 miliardi e mezzo», ha affermato il presidente dell’Abi nel corso dell’incontro a Torino. Nel suo intervento, Patuelli ha inoltre richiamato l’articolo 53 della Costituzione, che stabilisce il principio secondo cui tutti devono contribuire.
Il presidente dell’Abi ha quindi sottolineato anche il profilo di rischio assunto dal settore con l’accordo triennale. «Ci siamo assunti con un accordo triennale anche un rischio, perché se la crisi si infiamma davvero, noi abbiamo delle addizionali», ha detto Patuelli. Il tema dei contributi a carico del comparto bancario e assicurativo torna dunque al centro del confronto sulla manovra, mentre l’Abi richiama gli impegni economici già assunti per il prossimo triennio.
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