OpenAI cresce, ma molto meno del previsto. I documenti condivisi con gli investitori evidenziano ricavi annualizzati inferiori di circa 20 miliardi di dollari rispetto alle stime che negli ultimi mesi avevano alimentato le aspettative del mercato. Secondo quanto riportato ieri sera dal Financial Times, a fine settembre il fatturato su base annua della società creatrice di ChatGPT si avvicinava ai 50 miliardi di dollari, ben al di sotto dei 70 miliardi indicati nelle precedenti ricostruzioni. Il quotidiano finanziario britannico spiega che la discrepanza sarebbe nata anche dalle difficoltà di confrontare direttamente i risultati delle due società. Anthropic, infatti, include nel calcolo le entrate generate attraverso partner cloud come Amazon Web Services e Google Cloud, mentre OpenAI non contabilizza allo stesso modo queste vendite. Il tentativo di uniformare i dati avrebbe contribuito alla diffusione di stime troppo elevate per la società guidata da Sam Altman.
La differenza decisamente marcata in termini di crescita dei ricavi accende un campanello d’allarme sulla velocità con cui la domanda di intelligenza artificiale si sta traducendo in ricavi.
Ieri Wall Street ha così accelerato al ribasso a fine giornata. Il Nasdaq 100 ha chiuso in ribasso dell’1,4%, con Nvidia in calo del 2,9%, Oracle del 5,5%, Broadcom oltre -5% e Micron giù del 4,8%.
OpenAI, secondo le cifre riportate dal FT, la società prevede di bruciare quasi 280 miliardi di dollari entro il 2030. Nel frattempo deve affrontare una concorrenza crescente da parte di Anthropic, Google, Meta e sviluppatori cinesi. Il gruppo è anche in trattative per un nuovo round di finanziamento privato che potrebbe valutarlo circa 1.400 miliardi di dollari.
© Riproduzione riservata