I giovani guardano al mattone per i loro progetti futuri. Secondo la ricerca di ING People Insights Lab, realizzata in collaborazione con YouGov, il 28% della Gen Z e il 27% dei Millennials intende aumentare nei prossimi cinque anni la quota di patrimonio investita in immobili, contro il 17% della Gen X e l’8% dei Baby Boomer. Un dato significativo se si considera che il 36% dei più giovani dichiara di non avere ancora alcun patrimonio investito nel settore.
Per la metà della Gen Z (50%) l’abitazione rappresenta prima di tutto un simbolo di indipendenza, mentre per il 53% dei Millennials è un progetto di vita. Tra i Baby Boomer prevale invece la dimensione patrimoniale e familiare. Il mattone, del resto, continua a essere considerato un bene fondamentale: il 65% degli italiani ritiene che tra dieci anni la casa sarà ancora il patrimonio più importante per le famiglie. Tra le motivazioni che spingono a investire figurano la possibilità di ricavare un reddito dagli affitti e quella di favorire l’autonomia abitativa dei figli, entrambe indicate dal 19% degli intervistati.
Il nodo del mutuo
Le aspirazioni devono però fare i conti con la sostenibilità finanziaria. Il 69% degli italiani vive in una casa di proprietà: il 50% senza finanziamenti in corso e il 19% con un mutuo ancora da rimborsare. Se potessero scegliere, il 74% opterebbe per l’acquisto con un mutuo economicamente sostenibile, mentre il 12% preferirebbe l’affitto per conservare maggiore flessibilità. Eppure il 40% dichiara che si sentirebbe poco o per niente sereno nell’accendere un finanziamento.
A rassicurare le famiglie sarebbero soprattutto rate sostenibili e prezzi più accessibili, entrambi indicati dal 50% degli intervistati, seguiti dalla stabilità lavorativa (47%). Quest’ultimo fattore è particolarmente importante per le nuove generazioni: lo indica il 62% della Gen Z e il 52% dei Millennials. Un elemento che si inserisce in un quadro di indebitamento relativamente contenuto: secondo la Banca d’Italia, ad aprile 2026 quello complessivo delle famiglie italiane, tra mutui, credito al consumo e altri prestiti, era inferiore di oltre il 25% alla media dell’area euro.
La spinta delle case green
Anche il processo di richiesta del mutuo può fare la differenza. Per il 70% degli italiani è importante poter gestire la procedura in modo semplice, veloce e interamente online; quasi due su tre vorrebbero una prima risposta dalla banca entro dieci giorni. Cresce inoltre l’attenzione all’efficienza energetica: il 73% degli intervistati afferma che un tasso agevolato per l’acquisto di un’abitazione ad alta efficienza influenzerebbe molto o abbastanza la scelta del finanziamento. La quota sale all’80% tra chi sta già rimborsando un mutuo.
«Per gli italiani la casa resta prima di tutto un luogo da vivere, ma anche un investimento che guarda al futuro e che può generare reddito», osserva Domenico Colonna, Head of Mortgages and Distribution Channels di ING Italia. «Le famiglie italiane si distinguono nel panorama europeo per un livello di indebitamento inferiore di oltre il 25% alla media dell’area euro, un elemento di solidità che lascia spazio a un utilizzo sostenibile del credito anche per chi vuole investire nel mattone».
«Una volta individuato l’immobile – prosegue Colonna – l’approvazione del mutuo richiede già oggi solo cinque giorni lavorativi. Il digitale rende il percorso più chiaro e veloce, senza perdere il valore della consulenza: quando serve, i clienti possono contare sul supporto dei nostri consulenti. È il nostro modello “digital always, human when you need it”, che combina velocità e semplicità con il valore della relazione e una valutazione attenta della sostenibilità del finanziamento».
© Riproduzione riservata