Mentre gli indici statunitensi aggiornano massimi storici e il sentiment sconfina nell’euforia, nella settimana che prende il via oggi torna al centro del radar una delle variabili più sensibili per i mercati: la politica commerciale. Mercoledì 9 luglio scade ufficialmente la tregua tariffaria concessa dalla Casa Bianca ad aprile. Al momento, solo Regno Unito, Vietnam e Cina hanno raggiunto un’intesa preliminare. Tutti gli altri, dall’Unione Europea al Giappone, attendono sviluppi. Ogni dichiarazione che arriverà sarà quindi osservata con lo stesso peso di un dato macro. “È un passaggio chiave, non solo per l’impatto diretto sulle importazioni, ma per le implicazioni settoriali”, commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. Ma non mancheranno altri importanti appuntamenti da seguire da vicino.
Dazi in primo piano tra il 9 luglio e l’1 agosto
Novità in merito dovrebbero arrivare già oggi, perché nel tardo pomeriggio è atteso l’annuncio dell’invio di una serie di comunicazioni a vari paesi in cui, da un lato si dettagliano il livello dei nuovi dazi ma dall’altro si concedono tre settimane prima della loro entrata in vigore il primo agosto. La scadenza di mercoledì sui dazi Usa quindi è stata in parte depotenziata.
Sempre sul tema della politica commerciale, Trump ha annunciato un dazio del 10% a quei paesi che si allineeranno con i Brics, che durante il fine settimana hanno condannato gli attacchi Israele/Usa contro l’Iran.
Verbali Fed in arrivo
Sempre mercoledì verranno diffusi i verbali della Federal Reserve. Dopo il posizionamento attendista del governatore Jerome Powell, i mercati cercano conferme su tempistiche e condizioni per eventuali tagli dei tassi. I verbali della riunione di giugno diventano così essenziali per leggere le sfumature: quanto pesa ancora l’inflazione nei modelli previsionali della Fed, e quanto invece inizia a contare la trasmissione finanziaria? La pubblicazione arriva in un contesto di calendario macro relativamente scarico negli Stati Uniti.
Occhio al petrolio
Attenzione anche alle quotazioni del petrolio dopo il rialzo della produzione superiore alle attese annunciato dall’OPEC+ nel fine settimana: il cartello aumenterà la produzione a 548.000 barili al giorno per agosto, anziché i 411.000 attesi. È il quarto incremento consecutivo da aprile. Ma la reazione questa mattina è comunque limitata e questo è riconducibile alla domanda estiva che stagionalmente si rafforza. Possibile un altro rialzo anche per settembre, con la decisione che sarà presa il prossimo 3 agosto. Intanto mercoledì si apre a Vienna l’Opec International Seminar.
Bper e l’offerta su Pop Sondrio
Venerdì 11 luglio si concluderà l’offerta di Bper sulla Popolare di Sondrio. Nei giorni scorsi, è stato alzato il corrispettivo, aggiungendo anche una componente in denaro. Stando agli ultimi sviluppi, gli azionisti di Banca Popolare Sondrio che rappresentano una quota del 20,74% hanno aderito all’offerta.
Tesla torna a scaldarsi su dichiarazioni di Musk
Attenzione oggi anche al titolo Tesla che potrebbe imboccare la via dei ribassi a Wall Street. Il titolo segna un calo del 6% in pre-market, appesantite dall’annuncio di Elon Musk sul proprio social X della creazione di un nuovo “Partito Americano”. Lo scopo potrebbe essere quello di vincere un piccolo numero di posti al senato e alla Camera in modo da fungere da ago della bilancia durante le votazioni di leggi. La reazione delle azioni è legata fondamentalmente a due preoccupazioni: la prima è il rischio di ritorsioni nei confronti della società da parte dell’amministrazione Trump, mentre la seconda è legata al timore che l’impegno politico possa distrarre Musk dal suo ruolo naturale di amministratore delegato di Tesla.
Inoltre
Sul fronte corporate, attesa per l’evento Galaxy Unpacked di Samsung, che dovrebbe svelare nuovi dispositivi e funzionalità AI, in un mercato che continua a rincorrere il tema dell’intelligenza artificiale.
Tra gli appuntamenti tutti italiani, martedì 8 è in programma la riunione non stop sul destino dell’ex Ilva di Taranto, impegnata in una delicata fase di decarbonizzazione. Da lì sarà più chiaro il destino dello stabilimento di acciaieria italiana a un passo dal fallimento.
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