L’accordo tra Stati Uniti e Iran per una tregua di 60 giorni e la contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz rappresenta senza dubbio una svolta per i mercati globali, ma non risolverà la crisi economica in tempi brevi. Allianz Trade avverte che il ritorno alla normalità sarà lento e graduale. Le operazioni tecniche di sminamento e il ripristino della fiducia dei mercati richiederanno mesi, tanto che il recupero totale dei flussi energetici è atteso solo verso la fine dell’anno.
Sul fronte dei prezzi, il Brent è destinato a scendere e a stabilizzarsi intorno agli 80 dollari al barile nel terzo trimestre del 2026, per poi calare ulteriormente nei mesi successivi. Questo ribasso non darà però un sollievo immediato a famiglie e imprese. I rincari dei mesi passati stanno infatti ancora attraversando le catene produttive e devono finire di scaricarsi sui prezzi al consumo. Di conseguenza, l’inflazione continuerà a salire prima di invertire la rotta, con picchi stimati al 3,3% negli Stati Uniti e al 3,4% nell’Eurozona entro fine anno.
Il peso di questa crisi non sarà uguale per tutti. Allianz Trade evidenzia come l’Europa sia decisamente più vulnerabile rispetto agli Stati Uniti. Se Washington può contare sullo status di esportatore netto di energia e su forti investimenti interni, i paesi europei pagano la dipendenza dalle importazioni energetiche e si trovano a gestire una crescita debole con margini di manovra fiscale molto ridotti.
Le conseguenze dirette colpiranno i bilanci familiari per tutto il 2026, riducendo il potere d’acquisto e frenando i consumi all’interno dell’Eurozona, dove un vero recupero dei salari reali si vedrà solo nel 2027. Anche per le imprese il quadro resta complesso. Il calo dei costi energetici aiuterà i settori più esposti come trasporti e petrolchimica, ma il vantaggio sarà in gran parte annullato da una domanda interna debole e dall’aumento dei salari. In questo scenario, le banche centrali si trovano a muoversi su un terreno scivoloso. Il rischio principale è quello di un errore di politica monetaria, ovvero che si decida un ulteriore rialzo dei tassi proprio mentre l’economia reale sta già frenando in modo vistoso.
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