Si interrompe subito la tendenza negativa del mercato del lavoro statunitense. A marzo l’economia statunitense ha creato 178mila posti di lavoro, andando ben oltre le aspettative. Il consensus Bloomberg si aspettava un aumento di solo 65mila posti di lavoro. Al balzo di marzo si contrappone la revisione al ribasso del dato del mese precedente (da -92.000 a -133.000). Il tasso di disoccupazione è sceso leggermente al 4,3% rispetto al 4,4% di febbraio.
La percentuale di persone senza lavoro da 27 settimane o più sul totale dei disoccupati è leggermente aumentata, raggiungendo il 25,4%, a dimostrazione di quanto sia difficile trovare un impiego per chi è già senza lavoro.
Gran parte dell’aumento di marzo è attribuibile alla crescita registrata dal settore sanitario in quanto uno sciopero degli operatori sanitari aveva fatto calare il numero di occupati a febbraio. A marzo il settore healthcare ha creato ben 76.000 posti di lavoro.
“Questa forte ripresa dell’occupazione suggerisce che l’economia statunitense si trova in una posizione discreta per resistere alle difficoltà economiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente. Ciononostante, la creazione di posti di lavoro rimane concentrata in pochi settori e la crescente incertezza e cautela potrebbero indurre i datori di lavoro a esitare nell’accelerare i piani di assunzione”, argomentano gli economisti di Ing.
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