Ennesimo colpo di scena nella guerra commerciale che Donald Trump ha scatenato a colpi di dazi. A intralciare i piani del presidente statunitense è una sentenza emessa da una corte d’appello federale che reputa illegali gran parte dei dazi imposti da Trump. “La legge conferisce al presidente un’autorità significativa per intraprendere una serie di azioni in risposta a un’emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste azioni include esplicitamente il potere di imporre tariffe, dazi o simili, o il potere di tassare”, si legge nella sentenza della corte che ha visto 7 voti favorevoli e 4 contrari. l’amministrazione Trump a rimborsare miliardi di dazi.
Una sentenza che potrebbe mettere in discussione i vari accordi stretti da Trump negli ultimi mesi, tra cui quello con l’Unione europea per dazi generali al 15% sui prodotti che l’Europa esposta negli Usa.
La sentenza non entrerà in vigore prima del 14 ottobre, dando all’amministrazione Trump il tempo di presentare ricorso alla Corte Suprema. “Se questi dazi venissero mai eliminati, sarebbe un disastro totale per il Paese. Ci renderebbe finanziariamente deboli e dobbiamo essere forti. Gli Stati Uniti non tollereranno più enormi deficit commerciali e dazi doganali e barriere commerciali non tariffarie ingiuste imposte da altri», ha scritto Trump sul suo social Truth. “Se lasciata in vigore, questa decisione distruggerebbe letteralmente gli Stati Uniti d’America”, ha aggiunto il tycoon. “Con l’aiuto della Corte Suprema degli Stati Uniti, li useremo a beneficio della nostra Nazione e renderemo l’America di nuovo ricca, forte e potente!”, conclude Trump.
Se il ricorso verrà rigettato dalla Corte Suprema, gli Stati Uniti rischiano di trovarsi costretti a rimborsare miliardi di dazi.
Il leader repubblicano ha giustificato i dazi ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa), legge che conferisce al presidente il potere di affrontare minacce “insolite e straordinarie” durante le emergenze nazionali.
“Sembra improbabile che il Congresso, emanando l’Ieepa, intendesse discostarsi dalla sua prassi passata e concedere al presidente un’autorità illimitata per imporre dazi”, si legge nella sentenza che aggiunge come tale legge del 1977 che non menziona i dazi (o alcuno dei suoi sinonimi) né prevede garanzie procedurali che contengano chiari limiti al potere del Presidente di imporre dazi.
“Le tariffe sono una tassa e i padri fondatori della Costituzione hanno espressamente contemplato la concessione esclusiva del potere impositivo al potere legislativo”, rimarca la sentenza che conferma l’interpretazione data da una sentenza emessa a maggio dalla Corte per il commercio internazionale degli Stati Uniti (CIT), secondo cui il presidente non aveva l’autorità legale per ordinare, tramite ordini esecutivi, una serie di tariffe globali imposte ai partner commerciali degli Stati Uniti.
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