Da quest’anno il paniere Istat per la rilevazione dei prezzi al consumo vede diverse new entry volte a migliorarne la rappresentatività. Tra questi, stando a quanto reso noto oggi dall’Istat, ci sono il grembiule di scuola, i kit per la videosorveglianza che segnalano i tentativi di furto, le ambulanze private, gli articoli da campeggio e i software (esclusi i videogiochi) tipo gli antivirus.
Il Codacons storce il naso
Subito è arrivato il commento del Codacons, che segnala in particolare come dal calcolo dell’andamento dei prezzi al dettaglio se da un lato sale il peso di alimentari e bevande, dall’altro diminuisce quello relativo ad abitazioni e trasporti, voci che continuano ad incidere pesantemente sui bilanci familiari.
L’associazione dei consumatori rimarca che, dopo tre anni di cali consecutivi, il peso della voce “alimentari e bevande analcoliche” registra una lieve crescita, importante ai fini del calcolo dell’inflazione poiché si tratta di una spesa primaria per le famiglie. Ciò che appare del tutto inspiegabile, tuttavia, è la diminuzione del peso all’interno del paniere per voci che hanno registrato un sensibile aumento dei prezzi negli ultimi anni, e che continuano a pesare in modo non indifferente sui bilanci delle famiglie. E’ il caso del comparto “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili”, che cala del -0,25% sul 2025, e dei trasporti, in riduzione del -1,04%.
“Nel 2026 il paniere si arricchisce poi di voci che non sembrano apportare un reale contributo al miglioramento delle rilevazioni dei prezzi al dettaglio – spiega l’associazione – E’ il caso ad esempio delle uniformi scolastiche, scarsamente utilizzate nel nostro Paese, e dei filati per maglia e uncinetto, mentre l’ingresso dei kit di videosorveglianza contro i furti rispecchia le modifiche delle abitudini degli italiani, che si dotano sempre più di strumenti tecnologici per garantire la sicurezza in casa”, conclude il Codacons.
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